<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273</id><updated>2011-07-14T07:47:45.259-07:00</updated><category term='condono e multe'/><title type='text'>RESPONSIBILITY &amp; CITIZENSHIP</title><subtitle type='html'>“As always, there were plenty of practical reasons
to justify the absurd and direct towards the impossible”

Marguerite Yourcenar, Mémoires d’Hadrien</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>26</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-8803330647849520898</id><published>2011-07-14T07:46:00.001-07:00</published><updated>2011-07-14T07:47:45.271-07:00</updated><title type='text'>EGOISTA CHI SI OPPONE ALLE OPERE? NON VOGLIA DI ALTRO SVILUPPO</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Corrado Poli &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;La sindrome NIMBY in Veneto: ma cosa succede in realtà?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Quando un governo propone un’opera ad alto impatto ambientale è costretto a confrontarsi con le poteste dei cittadini sui quali peseranno danni e disagi. Nel Veneto si registrano, oggi i casi della centrale a carbone di Porto Tolle e del cementificio Italcementi di Monselice dichiarati inattuabili dalla magistratura. Chi è favorevole alla costruzione degli impianti rischiosi per la salute e per l’ambiente, invoca un acronimo di successo, il noto NIMBY che significa: “fate quello che volete purché non sia nel mio giardino” (&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;not in my backyard&lt;/i&gt;), cioè lontano da casa mia. Con questo si sottolinea l’individualismo di chi non accetta sacrifici nell’interesse della collettività. Di conseguenza gli attivisti dei comitati contro TAV, cementifici e inceneritori, centrali a carbone in aree protette, ecc. vengono stigmatizzati come egoisti che badano soltanto al proprio tornaconto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;In effetti, chi studia il problema della scelta pubblica in condizioni di rischio ambientale conosce i gravi e insoluti problemi di giustizia che essa implica. Limitarsi ad accusare di egoismo chi si oppone ad alcune opere in nome della tutela della propria salute e di quella della collettività è riduttivo e corrisponde solo in parte alla verità. Chi usa la frase “non nel mio giardino” alla leggera chiaramente non è a conoscenza dei termini di un difficile problema politico e scientifico. I movimenti sostengono che, se l’impianto a rischio non va bene nel “mio giardino”, non esiste alcuna ragione perché debba essere collocato in quello di un altro! Per esempio, chi non vuole nel proprio territorio rifiuti e scorie nucleari, non è affatto favorevole a mandarli altrove, ma lotta perché se ne producano di meno o affatto. Per esempio, il Presidente Zaia ragiona in termini “nimby” quando a Roma fa il nuclearista e nel Veneto si oppone, ma gli ambientalisti sono contrari al nucleare in qualsiasi posto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Se si parte dal principio che la crescita economica è prioritaria rispetto ai rischi per la salute e per il paesaggio, prendersi alcuni rischi sarebbe giustificabile. Quando si costruì l’autostrada del sole e altre grandi opere tra il 1950 e gli anni ottanta, non ci furono le poteste di oggi. Le infrastrutture materiali servivano e davano lavoro a migliaia di italiani che misero in moto la grande trasformazione. I rischi erano minimizzati (vedi Vajont) e pochi se ne preoccupavano. Ora il paese è cambiato e la sensibilità comune è contraria a queste violenze sulla natura. I cittadini richiedono sia pure ancora confusamente un diverso modello di sviluppo. Situazioni simili a quelle di Val di Susa, Monselice e Porto Tolle sono la normalità in tutta Europa occidentale dove ogni giorno s’ha notizia di tafferugli ambientalisti e di opere bloccate. Il “nimby” c’entra poco ormai, e si tratta invece della proposta di un nuovo modello di sviluppo. Invece, anziché seguire una domanda crescente, imprenditori vecchi cercano di imporre la loro offerta obsoleta che porta a disoccupazione, immigrazione e povertà. E umilia quella democrazia e quel libero mercato grazie ai quali i loro padri riuscirono a realizzare idee innovative. Oggi i loro figli chiedono aiuto allo Stato, chiamano la polizia e cercano di cambiare le leggi volute da cittadini che considerano egoisti per il solo fatto di difendere la propria salute e il territorio di tutti. In democrazia è la domanda di mercato che guida l’economia. Il modello opposto sarebbe la fallimentare pianificazione sovietica, in cui si impone un’offerta decisa dall’alto, la quale rassomiglia all’imposizione di centrali, di fabbriche inquinanti e mega strutture, alla faccia del libero mercato!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-8803330647849520898?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/8803330647849520898/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=8803330647849520898' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/8803330647849520898'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/8803330647849520898'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2011/07/egoista-chi-si-oppone-alle-opere-non.html' title='EGOISTA CHI SI OPPONE ALLE OPERE? NON VOGLIA DI ALTRO SVILUPPO'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-2354595368950150032</id><published>2011-07-03T12:39:00.001-07:00</published><updated>2011-07-03T12:39:42.592-07:00</updated><title type='text'>VIOLENZA IN VAL DI SUSA?</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Sono contro la violenza a seguito dei miei studi e per indole innata.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Per questo &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;non condanno&lt;/b&gt; “senza se e senza ma” i protagonisti degli scontri in val di Susa. Certo non posso approvare la guerriglia dei Black Bloc sulla cui identità e sui cui mandanti sono noti i dubbi. Ma dobbiamo ammettere che, senza i tafferugli, una manifestazione di decine di migliaia di persone che da anni si impegnano in una battaglia civile, non avrebbe avuto la stessa risonanza dei media. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Quindi, nel condannare la violenza dei Black Bloc, allo stesso modo &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;condanno la violenza dei media, del governo e di praticamente tutti i partiti&lt;/b&gt; – e del Presidente della Repubblica – &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;che accettano di imporre con la violenza una decisione chiaramente contraria agli interessi dei cittadini&lt;/b&gt;. Non si può pensare che in una democrazia si realizzino le opere pubbliche militarizzando i cantieri. Piuttosto non si fanno, tanto più quando sono inutili, pericolose e distruggono la natura.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;La natura, il paesaggio e i legittimi interessi dei cittadini non hanno rappresentanza nel nostro paese e pochissima ne hanno in tutto il mondo. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Contro i cittadini che difendono la propria salute, ogni violenza fisica (della polizia) e morale (dei media e dei partiti) diventa legittima!&lt;/b&gt; Se si difendono posti di lavoro, anche se obsoleti e inquinanti, la tolleranza è ampia persino per le violenze fisiche se praticate dai sindacati. Ma &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;per chi difende la Valle e la salute non c’è rispetto&lt;/b&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Continuiamo a &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;combattere contro la violenza in modo non violento e legale&lt;/b&gt; … ma mai come adesso è nostro dovere morale opporci alla violenza dell’illegalità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-2354595368950150032?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/2354595368950150032/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=2354595368950150032' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/2354595368950150032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/2354595368950150032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2011/07/violenza-in-val-di-susa.html' title='VIOLENZA IN VAL DI SUSA?'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-1559540245497410294</id><published>2011-06-23T12:40:00.001-07:00</published><updated>2011-06-23T12:41:55.755-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p class="MsoNoSpacing" align="center" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt; text-align:center"&gt;&lt;span style="font-size:12.0pt"&gt;LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DI UNINDUSTRIA PADOVA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;span style="font-size:12.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;span style="font-size:12.0pt"&gt;Al Sig. Massimo Pavin&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;span style="font-size:12.0pt"&gt;Presidente di Unindustria Padova&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;span style="font-size:12.0pt"&gt;c/c organi di stampa (con preghiera di pubblicazione)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;span style="font-size:12.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;span style="font-size:12.0pt"&gt;Illustre Presidente, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;span style="font-size:12.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;span style="font-size:12.0pt"&gt;Il TAR del Veneto ha dichiarato incompatibile con le norme del Parco Regionale dei Colli Euganei il progetto di revamping di Italcementi a Monselice. La sentenza giunge al termine di un acceso confronto tra l’azienda, sostenuta da alcune amministrazioni locali, e i comitati dei cittadini contrari al progetto. Quasi contemporaneamente il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso contro l’approvazione di una centrale di carbone nel Parco del Delta del Po e il TAR ha dichiarato contraria alle normative il revamping di un’altra fabbrica di cemento in Valpolicella nel veronese. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;span style="font-size:12.0pt"&gt;&lt;o:p&gt;I&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;n Italia e in tutto l’occidente sviluppato e democratico gli investimenti in imprese inquinanti e ad alto impatto ambientale – quale la filiera dal cemento alle costruzioni – sono sempre più ostacolati dall’opinione pubblica. Le norme che la magistratura fa rispettare e che voi industriali vorreste cambiare, sono state approvate secondo procedure democratiche che si confanno a direttive europee. Sono difficili da cambiare senza il consenso dei cittadini e della UE. Al più si può cercare di eluderle come s’è tentato di fare. Ma che credibilità può avere, nel richiedere il cambiamento delle norme, chi ha tentato di non rispettarle?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;Gli studiosi di economia e società sanno che l’equivalenza tra progresso e crescita delle costruzioni appartiene ormai al passato e non sarà in grado di garantire lo sviluppo a un’Italia in declino.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;Anziché prendere atto delle sentenze e della mutata situazione economica e normativa, con il sostegno dei sindacati più corporativi del settore, assistiamo invece a una reazione illiberale e conservatrice di voi imprenditori che arrivate a inscenare persino manifestazioni di piazza, con atteggiamenti da “quarto stato” di Pellizza da Volpedo! Richiedete ai rappresentanti dei cittadini di cambiare normative moderne tipiche dei paesi evoluti, che godono del consenso della cittadinanza e sono coerenti con le direttive europee. Anziché esprimere coraggio imprenditoriale, temete che le normative vigenti decurtino i vostri profitti di breve periodo in settori obsoleti. Fate pressioni per cambiare le norme invece che trarne stimolo per ammodernarvi. Usate il vostro potere per riproporre un modello di sviluppo e di occupazione superato che sta portando il Veneto e l’Italia al sottosviluppo. Sarà una classe imprenditoriale illuminata quella di un paese che si colloca al penultimo posto nel mondo per tassi di sviluppo?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;Tra vent’anni l’Europa non sarà più competitiva in molti settori&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;tra cui le costruzioni, mentre potrebbe produrre tecnologia, cultura, innovazione adatte ad assorbire i giovani lavoratori anziché proteggere aristocrazie operarie con denaro pubblico, le quali potranno essere sostituite solo da lavoratori immigrati. Lei sarà senz’altro informato del fatto che i paesi occidentali con i tassi di sviluppo più elevati sono quelli che hanno già dagli anni ottanta effettuato lo “sganciamento” della crescita dai settori ad elevato impatto ambientale. E naturalmente conosce l’eccessivo sbilanciamento dell’Italia e del Veneto su industrie ad alto impatto ambientale e soprattutto sul cemento. Industriali moderni non dovrebbero preoccuparsi solo del profitto presente, ma dimostrare responsabilità per il futuro di tutto il paese e il rispetto per le istituzioni democratiche che producono leggi alle quali dovrebbero attenersi. Invece con il suo intervento regressivo e ottocentesco illude i suoi colleghi di potere continuare su una vecchia strada elemosiniera che porta alla povertà di tutti e alle malattie di molti. Si renda conto che questo suo atteggiamento è contrario a molti dei suoi stessi associati poiché toglie risorse alla componente più dinamica dell’imprenditoria.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;Arch. Paolo Drago, Consigliere Comunale Monselice&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;span style="font-size:12.0pt"&gt;Prof. Lorenzo Nosarti, Consigliere Comunale Monselice&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;span style="font-size:12.0pt"&gt;Prof. Corrado Poli, Arquà Petrarca&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;span style="font-size:12.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-1559540245497410294?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/1559540245497410294/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=1559540245497410294' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/1559540245497410294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/1559540245497410294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2011/06/lettera-aperta-al-presidente-di.html' title=''/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-2739463823663780853</id><published>2011-05-28T11:58:00.001-07:00</published><updated>2011-05-28T11:59:26.788-07:00</updated><title type='text'>ABOLIRE LE PROVINCE: SI, MA … CON GIUDIZIO</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;editoriale del Corriere del Veneto del 12 maggio 2011&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Sull’abolizione delle Province, nella forma attuale, non è difficile concordare. Soprattutto se si imposta il dibattito esclusivamente su due questioni: il risparmio e la semplificazione amministrativa. Ma il problema si fa molto più complesso se si introducono serie riflessioni geo-economiche e geo-politiche, vale a dire le complesse questioni del rapporto (a) tra economia e territorio e (b) tra rappresentanza politica e area in cui i cittadini si identificano. Quanto al primo aspetto, sebbene sarebbe opportuno correggere i confini di alcune province, è indubbio che nel Veneto esse costituiscano i bacini di riferimento per molte attività economiche e sociali. Non a caso i giornali – tra cui questo che all’inizio aveva solo pagine regionali – hanno tutti una circolazione o una sezione provinciale. Lo stesso vale per le associazioni di categoria, i sindacati, il sistema dei trasporti e altre numerose realtà che fanno riferimento a territori provinciali. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Basti pensare come alcune province abbiano un nome proprio quale la Marca e il Polesine. Oggi la dimensione provinciale equivale a quella di un’area metropolitana, di un bacino socio-economico integrato. Così che se a un cittadino di Oderzo, trovandosi a Roma, viene chiesto da dove viene, spontaneamente risponderà: “da Treviso”! La cosa non è solo un vezzo irrilevante, ma dimostra il modo in cui i cittadini e le attività economiche si identificano con i territori. E questo è importante poiché le scelte pubbliche e le conseguenti tasse che si pagano devono essere raccolte da chi è legittimato a rappresentare chi paga. Un principio della democrazia è infatti che non ci può essere tassazione senza rappresentanza. Ora si può anche pensare di abolire gli organi rappresentativi di questi territori che operano nella realtà quotidiana, ma si deve sapere la conseguenza potrebbe essere che il dibattito politico su molti temi uscirebbe dalle istituzioni. La speranza è che l’abolizione delle Province favorirebbe un più facile decisionismo amministrativo; l’esito più probabile sarebbe un conflitto permanente e disordinato tra ricorsi alla magistratura, comitati e atteggiamenti alla Robin Hood contro sceriffo di Nottingham, notoriamente delegittimato a raccogliere balzelli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Quanto al risparmio, inoltre, sarebbe minimo poiché le funzioni continueranno ad essere svolte dai Comuni e dalla Regione, che, come già fa, per esempio, con l’ARPAV e altre agenzie, si articola (indovinate un po’) su base provinciale sulla quale sono anche eletti i consiglieri regionali. Certo, si risparmierebbero alcune indennità di carica, irrilevanti sul bilancio complessivo, ma non certo stipendi e spese amministrative che comunque devono essere sostenute.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Un discorso serio allora non è la populistica abolizione delle province per fare un dispetto a rappresentanti eletti che effettivamente contano poco o niente in quanto hanno competenze residuali e scarsa legittimazione (la legge attuale di elezione dei consiglieri provinciali è ridicola). Si dovrebbe avviare una riflessione, non miserevolmente taccagna e contraria alla rappresentanza politica, su nuovi confini e soprattutto in relazione alle competenze. Alcune di esse potranno essere rafforzate, altre ricondotte a Comuni o Regione. Tutto questo potrebbe diventare anche materia concernente lo Statuto regionale sia nei termini del decentramento sia di sistema elettorale. Ma, al di là dei contenuti specifici, è necessaria una riflessione su area e amministrazione alla luce del nuovo assetto territoriale e delle proposte di area metropolitana veneziana. Perché va bene la sbandierata politica del “fare”, ma piuttosto che fare senza pensare, è meglio non fare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-2739463823663780853?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/2739463823663780853/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=2739463823663780853' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/2739463823663780853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/2739463823663780853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2011/05/abolire-le-province-si-ma-con-giudizio.html' title='ABOLIRE LE PROVINCE: SI, MA … CON GIUDIZIO'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-2005447018640577804</id><published>2011-05-28T09:02:00.000-07:00</published><updated>2011-05-28T12:03:21.964-07:00</updated><title type='text'>CANDIDE AL TAR: Revamping e Centrale di Porto Tolle</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;editoriale del Corriere del Veneto del 28 maggio 2011&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Ho appena riletto il “&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Candide&lt;/i&gt;” di Voltaire e, come lui, mi sembra di vivere nel migliore dei mondi possibili. Quindi approvo le recenti polemiche tra comitati ambientalisti e organizzazioni industrial-sindacali che difendono gli impianti ad alto impatto ambientale. Il confronto delle opinioni è necessario a creare una dialettica politica che superi l’ormai vuoto antagonismo tra destra e sinistra, e a fare scaturire la soluzione ottimale per ciascuno e per il bene comune. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Ricordo come negli anni settanta criticavamo con passione quel modello di sviluppo che stava trasformando un Veneto povero e agricolo in una delle più ricche regioni d’Europa. Nel 1974, Renato Brunetta affermava che il Veneto era “in via di sottosviluppo”! Decretava che non ci sarebbe stato futuro se non si fosse passati subito da un’economia ad alta intensità di lavoro – spesso “in nero” e sfruttato – a un’economia che puntava su produzioni moderne e su nuove modalità organizzative. Lo stimolo a innovare di Brunetta, e di noi giovani di allora, è stato colto e il Veneto è cresciuto, almeno fino al 2000. Ma questo è avvenuto perché effettivamente la piccola impresa veneta marginale, all’origine del successo, s’è trasformata in quello che noi “illuminati” auspicavamo. Il nostro entusiasmo per il nuovo, anche allora, si scontrava con la resistenza dei vecchi imprenditori i quali difendevano produzioni obsolete, persistevano nello sfruttamento della manodopera e in quel disprezzo per la salute umana che ha provocato migliaia di morti al Petrolchimico, nelle concerie del Chiampo e tra i calzaturieri del Brenta avvelenati da colle cancerogene. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Quindi non mi sorprendo nel vedere come anche oggi emerga una nuova dialettica sia pure non ancora ben definita. L’opposizione di industriali e sindacati alle recenti sentenze del TAR e del Consiglio di Stato, che hanno dato ragione agli ambientalisti, non deve né sorprendere e nemmeno essere giudicata negativamente. È bene che ci sia qualcuno che difenda le vecchie industrie e alcune imprese inquinanti per due motivi. Da una parte, un cambiamento troppo rapido non sarebbe opportuno in quanto creerebbe disoccupazione e squilibri settoriali insostenibili in termini economici e finanziari. Dall’altra, la resistenza contro la nuova economia – più rispettosa dell’ambiente e della salute e, soprattutto, più competitiva in relazione alle risorse umane e naturali della nostra regione – non può che stimolare sia l’identificazione precisa e meditata di un nuovo percorso di sviluppo, sia una solida organizzazione dei soggetti promotori i quali presto si struttureranno su basi politiche, sociali e intellettuali solide. L’alleanza tra imprenditori e i sindacalisti meno brillanti operanti nei settori obsoleti, crederà davvero di potere continuare come nel passato; quelli illuminati, invece, solo apparentemente difenderanno la vecchia industria, ma solo al fine di avere il tempo necessario per smobilitare e cominceranno a organizzarsi per investire nelle risorse davvero disponibili nel Veneto di oggi. Sapranno adattarsi alle nuove condizioni senza imbarcarsi in continui e perdenti conflitti con i cittadini e le normative, spesso di origine europea, che impediscono il saccheggio di un territorio già troppo ferito. Questo farà il bene di tutti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-2005447018640577804?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/2005447018640577804/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=2005447018640577804' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/2005447018640577804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/2005447018640577804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2011/05/candide-al-tar.html' title='CANDIDE AL TAR: Revamping e Centrale di Porto Tolle'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-4247157985042101749</id><published>2011-05-04T06:01:00.000-07:00</published><updated>2011-05-04T06:03:38.631-07:00</updated><title type='text'>REFERENDUM NUCLEARE</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;editoriale del Corriere del Veneto del 30 aprile 2011&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Berlusconi ha chiaramente annunciato che la scelta nucleare dell’Italia è solo temporaneamente accantonata. Il decreto approvato per sospendere la decisione è servito solo a evitare il referendum di giugno. Possiamo quindi essere sicuri che tra un decennio nel Veneto ci sarà una centrale poiché in Italia non c’è posto più adatto per insediarla. Non basteranno le dichiarazioni di Zaia e della Lega – nuclearisti a Roma e ambientalisti sul territorio – per fermare la marcia convinta delle lobby nucleariste che annoverano sostenitori di destra e personalità di sinistra, quali Veronesi, Hack e il fondatore di Legambiente Chicco Testa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Il ricorso al referendum e la partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni non è la soluzione definitiva dei nodi della democrazia. Deleghe e rappresentanza legittime consentono sia una migliore conoscenza delle questioni, sia il funzionamento di un sistema di bilanciamento di poteri e opinioni nel contesto di un ordinamento ispirato al rispetto della legalità. Il referendum diventa necessario quando emerge una discrepanza tra rappresentati e rappresentanti su uno specifico tema. La solennità del referendum dovrebbe superare quella di tutte le istituzioni in quanto il popolo sovrano si esprime direttamente. Non per niente vale il detto “la voce del popolo, è la voce di Dio”. Naturalmente, sia il popolo che Dio possono sbagliare, ma smentirli sarebbe blasfemo ai sensi della Costituzione che gli attribuisce la sovranità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Purtroppo i referendum sono stati sviliti in passato dai Radicali che ne hanno fatto un uso improprio ed eccessivo, togliendo a essi la solennità richiesta. I poteri rappresentativi ne hanno approfittato per renderli inefficaci. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;La scelta nucleare ha sollevato tante proteste per due motivi. Anzitutto, i cittadini, di fronte a un rischio così arcano e catastrofico, non si sentono di delegare alle istituzioni la decisione. I referendum si chiedono quando le istituzioni rappresentative che non riscuotono fiducia. E, oggi, come potrebbe essere diversamente? Come fidarsi di una magistratura accusata persino di brigatismo? Di un Presidente del Consiglio sottoposto a mille processi? O di parlamentari e membri del governo invischiati in centinaia di scandali, eletti per mezzo di una legge elettorale vergognosa? Infine del mancato rispetto per l’istituzione referendaria che non è inferiore alle altre? Affidarsi al referendum è un tentativo disperato, ma ancora democratico, di scavalcare rappresentanti che non rappresentano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;In secondo luogo, il nucleare non è un rischio tecnologico come un altro. Include considerazioni morali sulla trasformazioni della materia, sui diritti della generazioni future, su un modello diverso di economia, sulla possibilità, per quanto remota, di eventi catastrofici. Sono atteggiamenti emotivi piuttosto che di controverse verità scientifiche o economiche. Per questo la scelta nucleare è un tema etico per cui il referendum avrebbe più senso che su altre questioni per le quali un dibattito serio e non strumentalizzato da lobby in sedi istituzionali credibili sarebbe la miglior cosa. Mancando istituzioni credibili, non ci si può che affidare a Dio, cioè al popolo che esprime la sua voce. Sul nucleare vale la pena ascoltare la coscienza piuttosto che una scienza asservita ai potentati; il referendum, chiamando tutti a esprimersi, è uno strumento utile. Anzi, l’unico che in questo momento abbiamo, di cui, con tutti i limiti, ci possiamo (dobbiamo) ancora fidare. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-4247157985042101749?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/4247157985042101749/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=4247157985042101749' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/4247157985042101749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/4247157985042101749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2011/05/referendum-nucleare.html' title='REFERENDUM NUCLEARE'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-4492665892494236672</id><published>2011-04-19T05:34:00.000-07:00</published><updated>2011-04-19T05:37:58.259-07:00</updated><title type='text'>CRISI AMBIENTALE: LAVORATORI CONTRO CITTADINI?</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: georgia, serif; font-size: small; "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;i&gt;Editoriale del Corriere del Veneto del 19 Aprile 2011&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span&gt;Una frase di Susanna Camusso, segretaria generale della CGIL, durante un dibattito a Este, ha scandalizzato ambientalisti e cittadini. Le reazioni che ne sono seguite spiegano la profonda trasformazione del sindacato confederale da una parte, e dall’altra la mancanza di rappresentazione dei cittadini preoccupati per la salute, la qualità dell’ambiente e per le prospettive di sviluppo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span&gt;Nella frase incriminata, Camusso ha affermato che i sindacalisti &lt;span&gt;&lt;span&gt;“sono &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;eletti dai lavoratori, non dai cittadini” e non sono tenuti a diventare interlocutori dei comitati che si battono per la tutela della salute e dell’ambiente. Alle accese proteste di Legambiente e di numerosi cittadini ha fatto “eco” il silenzio assordante di tutti i partiti!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span&gt;Ne conseguono due constatazioni. Prima di tutto, l’affermazione di Camusso conferma la deriva corporativa della società liberale. Ne prende atto persino la CGIL, il sindacato un tempo più incline a tutelare gli interessi generali di tutti i lavoratori che in passato ha operato scelte per il bene comune, talora coraggiosamente in contrasto con gli interessi spiccioli della singola fabbrica o categoria. La seconda constatazione riguarda la perdurante incapacità del movimento ambientalista di esprimere una voce politica, come quella con cui parlavano per l’appunto i sindacati confederali prima della deriva corporativa. In Veneto, come in tutto il mondo occidentale, gli interessi dei lavoratori furono tutelati da organizzazioni e partiti formatisi nel corso di due secoli di lotte. Ma il dualismo storico tra la priorità data all’impresa contro quella garantita al lavoro, tuttora base delle divisioni tra schieramenti politici, è diventato solo formale e non consente più di prospettare alternative reali che vadano al di là dell’uso stanco di un vuoto linguaggio retorico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;span&gt;Più rilevante, invece, è il dualismo tra due concezioni dello sviluppo che nel futuro diventerà sempre più significativo. Da un lato sta lo schieramento conservatore che difende l’industria tradizionale e i lavoratori operanti nei settori che hanno realizzato lo sviluppo del secolo scorso. Queste imprese e lavoratori, pur devastando il territorio, provocando malattie ed esponendo se stessi e i cittadini a rischi sconosciuti prima, hanno costruito la ricchezza del passato. Oggi però non sono più competitivi e sono destinati al ridimensionamento. Dall’altro lato stanno le imprese innovative e i cittadini che mettono al primo posto la salute e la tutela dell’ambiente. Questi due schieramenti, evidenti in qualsiasi luogo in cui i cittadini lottano per la tutela della salute e del territorio, sono privi di rappresentanza istituzionale. È un dato di fatto che la totalità dei vecchi partiti, dalla Lega a Rifondazione, sull’argomento sono divisi al loro interno: da una parte tentano di intercettare la nuova domanda civile e rappresentare gli interessi (anche imprenditoriali) emergenti. Dall’altro rispondono alle potenti lobby e corporazioni – tra cui il sindacato – che sovra-rappresentano gli interessi dei loro membri in costante diminuzione. Finisce così, come esplicitamente reclama Camusso, che i lavoratori siano rappresentati dal sindacato e i cittadini … si arrangino. Questa situazione comporterà che prima o poi i cittadini che danno priorità alla salute e alla tutela ambientale, e che perseguono uno sviluppo intelligente, sapranno davvero “arrangiarsi” e troveranno il modo di istituzionalizzare la loro domanda politica emergente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-4492665892494236672?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/4492665892494236672/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=4492665892494236672' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/4492665892494236672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/4492665892494236672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2011/04/crisi-ambientale-lavoratori-contro.html' title='CRISI AMBIENTALE: LAVORATORI CONTRO CITTADINI?'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-2965884752366911808</id><published>2011-04-03T08:36:00.000-07:00</published><updated>2011-04-03T08:40:15.314-07:00</updated><title type='text'>NUOVA CULTURA, NUOVA  ECONOMIA PER LE CITTA' VENETE</title><content type='html'>&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;da il Corriere del Veneto del 1 aprile 2011&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le città europee e nordamericane versano in una crisi che le fa costantemente regredire nella loro capacità di produrre ricchezza rispetto alle nuove metropoli del mondo, soprattutto cinesi e sudamericane. Il Corriere della Sera classifica seicento città del mondo in base al reddito prodotto. Tra le città italiane solo Milano si classifica tra le prime (11°), ma sono presenti anche due città venete, Venezia, al terzo posto in Italia dopo Roma, e Verona. Nel 2025 Verona e Venezia usciranno dalla classifica e Milano uscirà dalle prime venti. Leggo sempre con scetticismo le classifiche tra città che considero una forma di creatività poetica piuttosto che analisi scientifiche. Detto questo, però, tali analisi, come del resto succede per la letteratura di fantasia, consentono di riflettere sul futuro, su come lo vediamo e su come lo vorremmo. Il futuro, non essendo ancora successo, lo si può cambiare!&lt;br /&gt;La domanda opportuna è quindi: di quale tipo di ricchezza si parla? Evidentemente non siamo più capaci di competere con i cinesi e gli altri paesi emergenti nelle produzioni tradizionali. D’altro lato, ai primi posti per qualità della vita collochiamo le nostre piccole città medie europee, tra cui quelle venete sono tra le più emblematiche. Come smentire allora questa tetra previsione di regresso inesorabile?&lt;br /&gt;La sola possibilità che ci resta per contrastare il declino consiste nel proporre una nuova idea di ricchezza. Senza abbandonare il modello cosiddetto consumista, e quindi senza nemmeno proporre improbabili rivoluzioni radicali dal punto di vista economico, basterebbe cambiare i consumi sostituendo quelli ad alto impatto ambientale ed energetico, con produzioni e consumi che rendono più piacevole e più sana la nostra vita. Che poi è lo scopo del consumo che non è un fine in sé come sembra esserlo stato nell’ultimo secolo. Se si vedesse il futuro del Veneto nella crescita dell’economia della cultura, del buon gusto, e nel tentativo di ricostruire quel giardino che era fino a mezzo secolo fa, le nostre città si troverebbero in prima fila nella produzione di una nuova ricchezza. Poi dovremmo essere in grado di convincere gli altri ad acquistarla perché questo è il bene più prezioso, mentre non lo sono più i volgari beni materiali che rappresentarono la ricchezza del passato. La profezia del “tramonto dell’occidente” si protrae da quasi un secolo ed è stata spesso smentita. Le città medie e piccole del Veneto possono essere le protagoniste di un ulteriore ritardo del tramonto annunciato. Giusto quindi auspicare una metropoli veneta per essere uniti di fronte alla concorrenza, ma non confondiamo questo auspicio né con la banale richiesta di infrastrutture che scopiazzano gli invivibili incubi urbani del novecento, né con il tentativo di competere con chi ottiene pessimi risultati in termini di qualità della vita e produce una ricchezza vecchia.&lt;br /&gt;Un’opportunità per operare la riconversione e tornare a essere competitivi, potrebbe essere la scelta del Veneto come capitale europea della cultura 2019. Ma sarebbe un’occasione perduta se non fosse accompagnata da una seria riflessione economica sulla compatibilità delle produzioni: non è possibile pensare di restare competitivi se non si sapranno operare scelte chiare tra attività pesanti e inquinanti e industrie culturali che migliorano l’ambiente sociale e naturale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-2965884752366911808?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/2965884752366911808/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=2965884752366911808' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/2965884752366911808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/2965884752366911808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2011/04/da-il-corriere-del-vene-il-futuro-della.html' title='NUOVA CULTURA, NUOVA  ECONOMIA PER LE CITTA&apos; VENETE'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-2520291064250517915</id><published>2011-03-20T07:38:00.000-07:00</published><updated>2011-03-20T07:41:07.243-07:00</updated><title type='text'>VENETO: IL MIGLIOR POSTO PER IL NUCLEARE</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;(dal Corriere del Veneto, 20 marzo 2011)&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il Veneto è la regione d’Italia più adatta all’insediamento di centrali nucleari. Le zone già identificate dal Governo non presentano rischi di carattere idrogeologico e sono prossime alle aree industriali assetate di energia. Inoltre non sono densamente abitate. La zona compresa tra la Brenta e il Po, lungo la costa Adriatica, non presenta né rischi sismici, né la verosimile eventualità di uno tsunami. Si sono dichiarati favorevoli al rilancio del programma nucleare nazionale scienziati di sinistra del valore di Margherita Hack e Veronesi, il quale ha dedicato la sua vita alla cura dei tumori (e meno tempo a pensare come evitarli). Tecnici ed esperti quali Chicco Testa (ex presidente e fondatore di Legambiente) e il suo omonimo deputato del PD Federico Testa e, soprattutto, il centrodestra compatto – Lega inclusa – non hanno dubbi sull’opportunità di ricorrere all’energia nucleare per rilanciare l’economia e rendere l’Italia meno dipendente dall’estero. L’emozione suscitata dal recente incidente giapponese non ha scalfito le convinzioni di costoro.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Fa eccezione il governatore Zaia il quale ha dichiarato che non permetterà che sul territorio veneto si insedino le centrali nucleari. Nonostante il Governo – di cui fino a ieri ha fatto parte e di cui il suo partito è solida stampella – continui a proporle con encomiabile coerenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;A questo punto una domanda sorge inevitabile: se Zaia sostiene che le centrali nucleari “sono una buona tecnologia” e sono sicure, perché non le vuole sul territorio veneto? Se non ci sono pericoli, perché allarmarsi e rifiutare opportunità e posti di lavoro nel settore della produzione di energia nucleare? Perché non accettare la posizione di Galan il quale propone un adeguato mix energetico che include il nucleare veneto? Viene da pensare che il popolo veneto abbia paura e non si fidi di chi vuol fargli una centrale nucleare sotto casa. Ma se il nucleare non lo vuole il Veneto, terra adatta a questo tipo di impianti – ammesso che sulla Terra ci sia davvero un posto adatto agli impianti nucleari – perché la dovrebbero accettare altre regioni e altre popolazioni? La verità è evidentemente che il nucleare faceva paura a tutti prima dello tsunami, ma ora incute un vero terrore. Pericoli imprevisti incombono: nel Veneto non avremo tsunami, nemmeno un terremoto o un’alluvione. Ma che dire di sistemi di sicurezza difettosi, di un dipendente incapace e distratto, per non parlare del terrorismo di qualche folle? Come dimostra il caso del Giappone, è vero che l’incidente nucleare è improbabile, ma è talmente drammatico che deve essere assolutamente evitato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;La tragedia è accaduta nel secondo paese tecnologicamente più avanzato del mondo, rinomato per la precisione e l’ordine. Si imputerà il dramma giapponese alla geografia e al fato. Ma il fatto che Zaia non voglia le centrali sul territorio regionale fa pensare che il rischio nucleare esisteva per tutti anche prima dello tsunami e aumenterà in futuro se si proseguirà su questa strada. Chi lo nega, chiude gli occhi per non vedere il pericolo. E recentemente in Italia s’è cercato di chiuderli anche ai cittadini con un’edulcorata quanto improvvida campagna pubblicitaria del governo, pagata con i soldi dei contribuenti. Non è il tempo per furbate elettorali, ma il momento di dimostrare senso di responsabilità ai cittadini e forse anche a Dio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-2520291064250517915?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/2520291064250517915/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=2520291064250517915' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/2520291064250517915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/2520291064250517915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2011/03/veneto-il-miglior-posto-per-il-nucleare.html' title='VENETO: IL MIGLIOR POSTO PER IL NUCLEARE'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-3404983709399506204</id><published>2010-08-27T12:51:00.001-07:00</published><updated>2010-08-27T12:51:53.455-07:00</updated><title type='text'>DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA E DEMOCRAZIA DELLA RESPONSABILITA’</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;L’idea, Berlusconiana e Leghista, di un leader che risponde direttamente al popolo non è di per sé una soluzione antidemocratica per il governo del Paese. I problemi nello specifico sono due. Prima di tutto che viene proposta da chi disprezza i principi costituzionali. Non solo quelli italiani, ma anche di quelle democrazie che adottano un sistema di tipo presidenzialista. Inoltre, sia Berlusconi (che rappresenta come persona un’anomalia per via della sua personalità e del conflitto di interessi), sia la Lega, rifiutano il necessario approfondimenti culturale e lo studio richiesto per l’introduzione di cambiamenti costituzionali significativi e alternativi al modello vigente. La loro ideologia è l’ignorantismo prima ancora che il populismo. In secondo luogo, una tale rivoluzione culturale della nostra forma repubblicana implica riforme molto più profonde e vaste del semplice cambiamento di alcuni articoli della Costituzione. Tutto il sistema dei controlli, del ruolo della Magistratura e del Presidente, nonché del Consiglio di Stato e della Corte di Conti, delle attribuzioni della Banca d’Italia per scendere a tutto il sistema delle burocrazie locali risponde, è diverso da quello che Berlusconi e la Lega propongono in modo semplificato.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Ora possiamo affermare che ci sono due metodi di governo altrettanto validi: il metodo del leader a cui il popolo attribuisce la responsabilità del governo; e il metodo del primato della legge a cui popolo e governanti sono soggetti. Entrambi hanno radici filosofiche nobili. Il primo metodo però prevede anch’esso un codice comportamentale, dei valori e delle leggi a cui uniformarsi al fine di limitare la delega data, sia pure legittimamente dal popolo, a un leader. Per esempio, il Presidente degli Stati Uniti e della Francia godono di stabilità e di legittimazione popolare, ma possono trovarsi a trattare con un Parlamento dove prevale una maggioranza diversa da quella che si riconosce nel Presidente. Esattamente il contrario di quanto succede da noi in cui le maggioranze del presidente, o del Sindaco nei Comuni, sono addirittura premiate, anzi drogate rispetto alla reale rappresentanza popolare. Per cui è sbagliato sostenere “abbiamo vinto le elezioni, il popolo ci ha scelto”! Il popolo ha scelto i parlamentari della maggioranza in una misura inferiore a quella che si è seduta in Paralamento, mentre l’opposizione in termini numerici è di conseguenza sottorappresentata. A me pare una follia di cui è responsabile il PD quanto il PdL.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Il grande equivoco sul sistema politico italiano nasce proprio con l’introduzione del sistema maggioritario e la legge elettorale del Sindaco e dei Presidenti di Regione e Provincia. Queste leggi hanno (dis)educato gli italiani a molte pratiche democratiche. Il ruolo dei consiglieri è stato svilito e così quello del Consiglio che nei comuni minori è addirittura presieduto dallo stesso Sindaco. Migliaia di persone che imparavano la democrazia negli enti locali e partecipavano attivamente alla vita politica sono state ridotte a comparse. Oggi se n’è ridotto di numero a tutto a vantaggio del ruolo esecutivo assoluto conferito al Sindaco e ai Presidenti. Per non parlare degli Assessori che dipendono dalla sola nomina del Sindaco. E per giunta si sono instaurate prassi ancora più perverse e a rafforzamento del ruolo del Sindaco&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Tutta la campagna elettorale verte sulla personalità. Molti hanno pensato e tuttora pensano che la legge elettorale comunale funzioni bene e che era un buon modello anche per lo Stato. La superficialità di questa legge invece ha aperto la strada maestra del degrado e del linguaggio di Berlusconi e della Lega. Si cita il caso degli Stati Uniti per confermare la bontà della democrazia basata sul popolo. A parte il fatto che ogni ente locale e ogni stato ha statuti propri in cui spesso vigono sistemi proporzionali di vario genere, anche nel caso ci sia un’elezione diretta del governatore, si dà sempre la possibilità al popolo di mandarlo a casa tramite referendum (recall). Fu il caso della California nel 2003, quando i cittadini raccolsero le firme per nuove elezioni che videro vincere Schwarzenegger sul precedente governatore democratico. Ricordo che chiesi a un collega: “ma il governatore è stato sfiduciato dal Parlamento della California?” “No, mi rispose, perché il popolo l’aveva eletto e solo il popolo poteva ritirargli il mandato!” Nella nostra legge elettorale del Sindaco e del Presidente della Regione questa possibilità non esiste e diventa anche più remoto il caso che un Consiglio con maggioranza premiata mandi a casa un Presidente che non rappresenta più la maggioranza degli elettori. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;In un sistema basato sull’elezione diretta del capo del governo, sia al Parlamento sia nelle sedi locali (sistema della responsabilità), il ricorso al referendum diventa un elemento essenziale e difatti è previsto in quei sistemi molto più di quanto non lo sia nelle democrazie rappresentative. Purtroppo, le leggi maggioritarie non l’hanno considerato a sufficienza e hanno aperto la strada alla vulgata Lega-Berlusconi di una delega “una volta per tutte su tutto”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Queste anomalie italiane derivano proprio dalla struttura tipicamente rappresentativa della democrazia italiana che non risale solo alla Costituzione del 1948, ma affonda le radici anche nella riforma proporzionale di Giolitti e nella necessità di rappresentare territori e classi sociali diverse tipica dell’Italia nel suo complesso e anche delle regioni del Nord che tra di loro sono anche meno omogenee di quelle del Mezzogiorno che per otto secoli è stato unito in un unico stato. Con buona pace della Lega che parla di federalismo, ma dimentica la rappresentanza delle diversità che una rappresentanza proporzionale favorisce.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Nelle prossime settimane si parlerà molto di legge elettorale che sarà il nodo cruciale della politica nazionale. Il ritorno al Mattarellum, che io avevo auspicato già qualche mese fa, oggi è invocato anche da Bersani e tutto lascia pensare che si finirà per approvare la legge elettorale nuova con un blitz parlamentare. Si andrebbe così alle elezioni avendo affermato il ruolo del Parlamento e della Costituzione formale e allo stesso modo non sarebbe stata trasgredita la Costituzione sostanziale, come vuole (con qualche buon argomento) Berlusconi. Allo stesso tempo si dimostrerebbe comunque il fallimento del governo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Queste riflessioni sul modello di Stato indotte dalla legge elettorale diventano utili anche per una campagna elettorale prossima ventura.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-3404983709399506204?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/3404983709399506204/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=3404983709399506204' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/3404983709399506204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/3404983709399506204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2010/08/democrazia-rappresentativa-e-democrazia.html' title='DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA E DEMOCRAZIA DELLA RESPONSABILITA’'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-8693420070869209923</id><published>2010-08-26T12:58:00.000-07:00</published><updated>2010-08-26T13:00:47.664-07:00</updated><title type='text'>MOLTE SOMIGLIANZE TRA IL PD E LA CHIESA CATTOLICA</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;Tra il Pd e la Chiesa cattolica italiana ci sono molte somiglianze. Tutte possono essere ricondotte all’opportunismo e alla difficoltà di uscirne. Come ci racconta Hirschnman in “Exit, Voice and Loyalty” (traducibile: Uscita, protesta e appartenenza) per reagire al decadimento di un’organizzazione ci sono due possibilità: abbandonarla (uscita) oppure protestare dall’interno per suscitare il recupero, cioè la cosiddetta critica costruttiva. L’opzione dell’uscita è subordinata alla disponibilità di un’alternativa. Se non c’è possibilità di uscita, o questa è improbabile, la minaccia diventa poco credibile. Sia nel caso del PD sia in quello della Chiesa cattolica italiana, ai più sembra che l’alternativa non ci sia. Inoltre, per una questione di “appartenenza”, non la si prende in considerazione o la si giudica una possibilità remota. Il risultato è che nessuno si spaventa per la minaccia di uscire dall’organizzazione. In fondo è la stessa situazione di una Borsa in caduta: i titoli che possiedi non rendono, ma se li vendi non si riesce a comprarne altri con un rendimento migliore. Il problema è che la protesta dall’interno diventa davvero efficace solo se la possibilità di abbandono dell’organizzazione è reale e non solo una ipotetica.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;Leggendo i post dei militanti del PD – di tutte le correnti – mi rendo conto che prevalgono il dissenso e critiche pesantissime quanto disperate. Il disagio di farne parte porta addirittura molti di loro a proporre a leader del partito l’esponente di un altro partito che ha sfiduciato due volte il governo Prodi. I militanti del PD sono contrari a tutto quanto dice il Partito e suoi iscritti, ma rimangono nel partito protestando. L’opzione di andarsene non è presa in considerazione per due motivi: (a) non si sa dove andare (Di Pietro, Grillo, UdC, SeL, RC, Verdi, Fini, non sono viste come possibilità alternative); oppure (b) si è legati all’organizzazione da un senso di fedeltà irrazionale o opportunistica. Per esempio alcuni militanti del PD vorrebbero Vendola come leader, ma allora perché non votare il partito di cui Vendola fa parte! Se Vendola non è entrato nel PD, una ragione ci sarà. E se il Pd ha fatto la guerra a Vendola, tanto in linea con il suo pensiero non lo è. Non sarebbe più sano e onesto votare per il partito di Vendola oppure presentare un candidato che propone il programma del PD: già il programma che non c’è! C'è invece una mentalità da Touring Club: più siamo meglio è.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;Con la Chiesa Cattolica in Italia succede la stessa cosa. Il Papa, capo autocratico assoluto, condanna l’omosessualità, il divorzio, la comunione ai divorziati, non permette il celibato dei preti, non consente gli anticoncezionali e i rapporti prematrimoniali, per non parlare dell’eutanasia, dell’aborto e mille altre cose tra cui i pari diritti delle donne nella Chiesa. Eppure vi sono gay che si dichiarano cattolici, divorziati che fanno la comunione e quanto ai rapporti prematrimoniali, gli interessati rispondono con una risata. I preti fanno figli, ma prima di essere cacciati dalla Chiesa rivendicano il loro diritto alla famiglia senza però mettere in discussione il modo in cui la Chiesa prende le decisioni. Soprattutto, senza ammettere che avevano fatto una scelta a cui vengono meno. E dichiarano di essere ancora Cattolici. Consoliamoci con il fatto che almeno, a differenza del PD, i cattolici italiani non hanno ancora proposto al Dalai Lama di diventare Papa!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;Ora, delle incoerenze dei cattolici a me importa poco o niente. Tuttavia in rapporto al PD la questione si pone in modo simile: se l’organizzazione di cui fai parte non ti piace, nessuno ti trattiene e te ne puoi andare. Nel caso della Chiesa ci sono decine di congregazioni evangeliche, che sono cristiane almeno quanto quella Cattolica e forse di più. Gli episcopali e i metodisti consentono di fare le cose che il Papa romano proibisce: donne sacerdoti, vescovi gay, sacerdoti e sacerdotesse sposate, divorzi, pillola e rapporti prematrimoniali consentiti. In più le loro chiese prevedono metodi democratici per l’elezione di parroci e vescovi con la partecipazione dei fedeli. Tutte cose che la chiesa cattolica contrasta rigidamente. Chi non condivide queste regole dei cattolici romani è libero di uscire dalla Chiesa cattolica. Ma in Italia rimanere cattolici offre qualche vantaggio per così dire sociale e uno ci pensa bene prima di abbandonare la Chiesa. Da parte sua la Chiesa non rischia di perdere le sue pecorelle – perché di pecore si tratta e non certo di leoni – le quali pur di conservare alcune “comodità” rimangono in una comunità che accetta un notevole lassismo sui principi dichiarati. Oggi in Italia, se qualcuno per principio esce dalla Chiesa Cattolica, laico o prete che sia, si trova emarginato, talora anche boicottato. Quindi ci pensa due volte, la pecora, a uscire per aderire a una congregazione che in Italia non ha alcun potere.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;span style="mso-fareast-Times New Roman&amp;quot;;mso-ansi-language: IT;mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:12.0pt;"&gt;N&lt;/span&gt;el caso del PD si verifica una situazione simile. Niente va bene e si dissente su tutto e tra tutti. Molti potrebbero aderire all’UdC e contribuire a fare un bel partito di centro, magari alleandosi a Fini per un centro-centro-destra serio e giustamente conservatore, nuclearista, a favore della società tradizionale, cattolico – e quindi un poco farisaico con buona  pace di Gesù Cristo – nel vero senso della parola, cioè che si può fare tutto quello che si vuole al di fuori degli insegnamenti della Chiesa purché si continui a farne ufficialmente parte e lo si sbandieri ai quattro venti. Purché si predichi l’insegnamento cattolico ma con il solenne impegno di non fare seguire i fatti alle parole. Altri potrebbero iscriversi al partito di Vendola il quale sostiene di essere gay e cattolico e grazie a questa contraddizione potrebbe trovare molti seguaci. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-8693420070869209923?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/8693420070869209923/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=8693420070869209923' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/8693420070869209923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/8693420070869209923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2010/08/molte-somiglianze-tra.html' title='MOLTE SOMIGLIANZE TRA IL PD E LA CHIESA CATTOLICA'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-1256819127854107100</id><published>2010-08-20T10:11:00.000-07:00</published><updated>2010-08-20T10:13:13.048-07:00</updated><title type='text'>LIMITE A150? NO GRAZIE, E’ UN’IDEA VECCHIA</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFF66;"&gt;di Corrado Poli&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: left;"&gt;Ci sono molte ragioni per essere contrari ad elevare da 130 a 150 Km/h il limite di velocità sull’A4 tra Brescia e Padova. Non ne vedo a favore, salvo un colpevole populismo, che si collega all’ignoranza di numerosi aspetti del problema. Considerazioni tecniche, economiche e psicologiche inducono a ritenere il provvedimento sciocco e pericoloso. A 150 all’ora anziché a 130, il risparmio di tempo è irrilevante poiché ci sarebbero comunque rallentamenti che incidono sulla velocità media. I rischi di gravi incidenti aumenterebbero su un percorso trafficato e soggetto a nebbia. I consumi di carburante e l’inquinamento crescerebbero in proporzione ben superiore al tempo guadagnato. Siamo una regione tra le più inquinate del mondo! Rischiamo costantemente le multe europee per il superamento dei limiti! Le priorità non dovrebbero essere la sicurezza e la qualità dell’aria? Magari anche un traffico scorrevole e tranquillo? Cosa c’entra l’aumento del limite di velocità con tutto questo?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;La questione più importante riguarda la diseducazione collettiva indotta dalla sola proposta di un tale provvedimento. La lunga e costosa opera di educazione a una guida prudente viene vanificata da un messaggio deviante, simile a quello che tempo fa aveva minimizzato gli effetti dell’alcool alla guida. È noto agli specialisti che il comportamento nel traffico è fortemente influenzato dall’imitazione. Se tutti procedono a una velocità simile e rispettano le norme, le violazioni sono ridotte. Negli Stati Uniti il limite normale è di 90 km/h e non supera, nemmeno nel deserto i 120, nonostante le autostrade siano più ampie delle nostre. Nell’andare più veloci non esprimiamo altro che la nostra arretratezza dimostrata dalla maggiore propensione a esporci a rischi inutili. Ci sono anche regole comportamentali e strumenti che il nuovo Codice – che di nuovo ha solo dettagli – non ha preso in considerazione. Essi potrebbero contribuire alla fluidità che consentirebbe un traffico più sicuro, una guida più rilassata e persino una più elevata velocità media. Questi sarebbero obiettivi seri e aggiornati, piuttosto che lo sciocco aumento della velocità di punta. Ma per ottenere tutto questo sono necessarie competenze professionali moderne, meno ingegneria civile e più comunicazione. In Italia queste competenze non sono disponibili perché siamo così arretrati che non sappiamo nemmeno che esistono metodi diversi dai soliti e abbiamo paura dei nuovi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;L’aumento del limite è proposto da ingegneri civili – che operano in monopolio in materia di traffico – i quali sanno solo fare strade per andare più veloci e non riescono a vedere oltre i ristretti orizzonti della loro specializzazione. E di quella dei costruttori che li assumono. Oggi, non v’è alcun interesse ad aumentare la velocità. È solo un fatto puramente ludico ingiustificabile dal punto di vista della sicurezza e dell’economia. Con malizia si potrebbe ipotizzare un interesse dei costruttori i quali, dopo averle rese più pericolose, si offrono di ingrandire le autostrade per renderle più sicure! Fino alla metà del secolo scorso si poteva ancora in qualche modo credere all’equivalenza tra velocità e progresso: oggi con le telecomunicazioni questo è diventato un modo di pensare decrepito. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-1256819127854107100?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/1256819127854107100/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=1256819127854107100' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/1256819127854107100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/1256819127854107100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2010/08/limite-a150-no-grazie-e-unidea-vecchia.html' title='LIMITE A150? NO GRAZIE, E’ UN’IDEA VECCHIA'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-8451792419196859684</id><published>2010-08-20T10:09:00.000-07:00</published><updated>2010-08-20T10:11:24.853-07:00</updated><title type='text'>OGM: UNA QUESTIONE IDEOLOGICA PIUTTOSTO CHE TECNICA</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: left;"&gt;di Corrado Poli&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;(dal Corriere del Veneto del 17 agosto 2010)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: left;"&gt;Si vorrebbe portare sul piano tecnico-scientifico lo scontro tra chi è favorevole agli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) e chi, invece, teme per il futuro dell’agricoltura, dell’ambiente, della salute e delle comunità locali. Per alcuni, un’oggettiva valutazione dei rischi e dei benefici consentirebbe decisioni giuste e sicure. Invece, la questione è ideologica e di carattere etico-politico. Si confrontano due idee di progresso radicalmente diverse, sebbene entrambe in stato confusionale. Una volta chiarite e trasformate in un coerente messaggio politico, esse saranno in grado di rimescolare le opinioni degli elettori e generare ampi spostamenti di voti e di alleanze politiche. Le implicazioni ambientali del modello di sviluppo di domani appaiono oggi molto più importanti delle vecchie questioni della giustizia sociale e dei diritti dei lavoratori nel determinare le preferenze dei cittadini.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;La tesi espressa nel recente editoriale di Sergio Noto su questo giornale, sposa la vecchia idea di un ulteriore progresso sulla via di una modernità così come la si intendeva negli anni cinquanta. Non prende in considerazione almeno tre mutamenti essenziali intervenuti da allora. Prima di tutto, il mondo è cambiato e il Veneto non è alla fame come sessant’anni fa quando bisognava soddisfare i bisogni primari delle masse. Allora esistevano ragioni ideali e pratiche per infliggere danni alla natura e far correre rischi per la salute dei cittadini in cambio di sostentamento. In secondo luogo, il progresso oggi lo si può intendere sotto forma di riduzione dei rischi, siano quelli nucleari o quelli derivati dalla distruzione della diversità biologica indotta dagli OGM. Per esempio, è opportuno progredire nella ricerca per la cura del cancro, ma si potrebbero ottenere risultati anche riducendo l’inquinamento che fa ammalare. Infine, la tutela del paesaggio agrario, dei prodotti e delle tradizioni locali la cui diversità non è solo fonte di sicurezza (se fallisce l’OGM, si rischia una distruzione totale, se si sbaglia una coltivazione tradizionale, ce ne saranno altre mille diverse che sopravvivranno), ma è anche un’opportunità economica in un’economia avanzata in cerca di qualità anziché di quantità. Un terreno su cui possiamo ancora competere. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Il terzo mutamento essenziale riguarda la credibilità della scienza su argomenti quali il nucleare, gli OGM e altro. Oggi le tecniche a disposizione dell’umanità sono in grado di distruggere l’intero nostro habitat e gravi incidenti ne succedono ovunque e quotidianamente. La valutazione dei rischi di tecnologie complesse non riesce a essere neutrale e oggettiva: per ogni decisione ci perdiamo in un dibattito scientifico controverso e inconcludente. Di conseguenza i cittadini diffidano di costosissimi studi e ricerche finanziati da chi dispone delle risorse e quindi poco credibili e di parte. Nel caso degli OGM, un modello di sviluppo inteso a opporsi agli effetti deleteri della globalizzazione trova naturalmente alleati la Lega e gli ambientalisti. Contrari sono i partiti paleo-modernisti, fermi alla modernità di ieri e sostenuti dalle grandi imprese. Attorno a un progetto ambientalista si deve lavorare per creare una cultura non conformista, coerente e intelligente che liberi la Lega dal populismo ignorantista e gli ambientalisti dalle sclerosi archeo-operaiste. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-8451792419196859684?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/8451792419196859684/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=8451792419196859684' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/8451792419196859684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/8451792419196859684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2010/08/ogm-una-questione-ideologica-piuttosto.html' title='OGM: UNA QUESTIONE IDEOLOGICA PIUTTOSTO CHE TECNICA'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-3387964540942321900</id><published>2010-07-14T08:14:00.000-07:00</published><updated>2010-07-15T02:48:16.833-07:00</updated><title type='text'>ZEITGEIST IN BABEL E UMBERTO ECO M’APPARE IN SOGNO …</title><content type='html'>Dall''ultimo capitolo del mio libro "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Città flessibili&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;“Se il discorrere circa un problema difficile fosse come il portar pesi,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;dove molti cavalli porteranno più sacche di grano che uno solo,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;io acconsentire che i molti discorsi facessero più di uno solo;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;ma il discorrere è come il correre, e non come il portare,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;ed un cavallo barbero solo correrà più di cento frisoni”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FFFFFF;"&gt;GALILEO, SAGGIATORE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Un incontro all’aeroporto di Phoenix &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le lezioni che per un’intera settimana avevo tenuto alla Northern Arizona University (NAU) di Flagstaff mi avevano sollevato il morale. Docenti e studenti avevano discusso con me idee e progetti con la massima apertura mentale. I miei ospiti mi avevano chiesto soltanto di discutere liberamente con loro sulla qualità della vita nelle città, come migliorarla, quali esempi prendere. Avevo esposto i miei argomenti e ascoltato i suggerimenti di persone che vivono in una delle cittadine americane (58.000 abitanti) in cui la qualità della vita è tra le più migliori del mondo. Loro sostengono che sia la seconda migliore del mondo, ma quale sia la prima nessuno me l’ha saputo mai dire! Il fatto che NAU non sia una celebrata torre eburnea dell’accademia e la provenienza pluridisciplinare di studenti e docenti, aveva consentito rilassatezza e apertura nell’argomentare. Era possibile elaborare pensieri nuovi con leggerezza e forse con superficialità. Allo stesso tempo la disponibilità a ragionare e il buon livello di preparazione di studenti e docenti permetteva sia di usare un linguaggio elaborato sia di articolare ampiamente gli argomenti. Mi sentivo soddisfatto. L’aria di montagna e la ridotta gravità – Flagstaff si trova a 2.200 metri sul livello del mare – contribuiva a stimolare la mia creatività e a darmi un senso di leggerezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciata Flagstaff, mi diressi a Phoenix per prendere l’aereo che mi avrebbe riportato a Baltimora. E mi invase un senso di pesantezza e di stanchezza dovute forse alla pressione e al caldo di questa grande e brutta città costruita in pieno deserto. Mi misi in fila per prendere un volo per Houston e annoiato sbirciai il libro che un occhialuto uomo di circa quarant’anni, dall’evidente aspetto dell’accademico, stava leggendo con attenzione: “Reification”, il titolo. Capii immediatamente di cosa grosso modo si trattava e attaccai facilmente discorso. Me ne sarei presto pentito. Scoprimmo alcuni studi condivisi e alcune conoscenze comuni tra i colleghi. Era un sociologo marxista radicale che insegnava in una piccola università al confine tra Texas e Messico. Potrebbe sembrare strano che sia stato assunto un docente radicale e rivoluzionario nel più conservatore degli Stati e in un’area così delicata dal punto di vista politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La spiegazione l’avrei trovata alla fine della conversazione che, dopo le prime battute, diventò quasi impossibile. Non elaborava alcuna idea, ma elencava i libri che aveva letto o di cui conosceva l’esistenza poiché oggi non si ha il tempo di leggere che una minima parte di quanto si pubblica. Ogni cosa che dicevo, mi domandava se avevo letto un altro libro e se sapevo cosa aveva detto in proposito qualcun altro. Non lo faceva per dimostrarmi la sua competenza e provare la mia impreparazione. Tutt’altro, l’uomo era entusiasta e modesto. Era proprio questo entusiasmo di conoscere e sapere quello che altri avevano scritto a guidarlo nei suoi discorsi. Io cercavo di discutere situazioni alle quali, se necessario per una migliore comprensione, applicavo concetti, teorie e riferimenti. Lui era affascinato da quello che altri avevano detto o scritto e non si peritava di confrontarsi con la realtà che, al momento ero io in carne ed ossa, in genere il mondo dei migranti messicani e dei conservatori texani. Una noia mortale mi prese che si aggiunse alla stanchezza, al clima di Phoenix a stento domato dall’aria condizionata dell’aeroporto e al senso di claustrofobia nell’aereo affollato. Nonostante fosse un radicale rivoluzionario, era una persona politicamente innocua poiché non riusciva a trasformare il suo pensiero – se mai ne aveva uno – in azione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;In volo per Baltimore con Umberto Eco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Finalmente riuscii a cambiare il tema della conversazione e il noiosissimo occhialuto docente con cui non riuscivo a comunicare, per incanto si trasformò in una deliziosa e interessante persona che mi raccontava della figlia, dell’ex moglie e del nuovo partner di lei che era andato a visitare e con cui era diventato buon amico. Esaurito anche questo argomento, a Houston finalmente mi liberai di lui e presi l’aereo per Baltimora tentando di assopirmi. Nel sonno mi apparve così in sogno Umberto Eco il quale mi ricordò una sua vecchia descrizione del postmoderno che lessi (tradotto in inglese) in un saggio di Charles Jencks a sua volta inserito in una raccolta di saggi curata da Ingeborg Hoesterey sulla controversia postmoderna. Il titolo era particolarmente azzeccato: “Zeitgeist in Babel” in cui si usano due (o tre) lingue in tre parole, si cita a sua volta un luogo lontano nello spazio e nel tempo, riuscendo infine a inserire anche un riferimento filosofico famoso. La mia è una citazione di terza mano o quarta, quindi. Quelle che non si dovrebbero mai fare poiché una volta si insegnava che si poteva citare solo quello che si era letto nella forma originale e da cui s’era tratta vera ispirazione. La citazione dell’autore minore, di quello che non ha elaborato nulla di nuovo, non serve – mi preme ricordare – che a dimostrare di conoscere la bibliografia o a gratificare gli autori citati. Nella grigia pubblicistica corrente, gran parte delle citazioni – peraltro riportate in un formato superfluo e superato sia per la grande produzione di pubblicazioni, sia per la disponibilità dei rifermenti agevolmente disponibili in Internet – sono qual cosa che sta tra il plagio e lo sfoggio di erudizione. Sono altresì una non secondaria dimostrazione di pavidità nell’affermare le proprie convinzioni sapendo che altri potrebbero essere giunti a simili conclusioni. Così che i plagiari privi di idee, nel timore di essere giustamente accusati di scopiazzatura – specifica o generica – si trincerano dietro l’erudizione delle mille citazioni. Meglio dimostrare erudizione e mancanza di creatività che rischiare di essere accusati di plagio! Nel conformismo corrente, questo atteggiamento soddisfa le esigenze degli ignavi. Ovviamente, rimane doveroso riconoscere la paternità di idee apprese da altri. Questo non è un problema per chi è capace di elaborarne e spontaneamente riconosce la paternità delle idee degli altri che inserisce tra le proprie. Solo le menti sterili indulgono al plagio senza riconoscere i debiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torno allora a Eco il quale sosteneva che:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Penso all’atteggiamento postmoderno come a quello di un uomo il quale ama una donna molto istruita e sa che non le può dire “Ti amo pazzamente” perché egli sa che che lei sa (e che lei sa che lui sa) che queste parole sono state scritte da Barbara Cartland. Comunque, c’è una soluzione. Egli può dire: “Come Barbara Cartland ti avrebbe detto, io ti amo pazzamente”. A questo punto, evitata una dimostrazione di falsa innocenza, avendo affermato chiaramente che non è più possibile parlare in modo innocente, egli non di meno ha detto quello che voleva dire alla donna; che l’ama, ma che l’ama in un’era in cui l’innocenza è perduta. Se la donna procede su questa linea, avrà ricevuto in ogni caso una dichiarazione d’amore. Nessuno dei due si sentirà innocente, entrambi avranno accettato il fardello del passato, del già detto, che non può essere eliminato; entrambi consciamente e con piacere recitano il gioco dell’ironia …. Ma entrambi avranno, ancora una volta, parlato d’amore in modo costruttivo.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche quando non si parla d’amore, ma di filosofia o problemi urbani, alcuni ritengono necessario usare le parole d’altri poiché hanno perduto l’innocenza e la sicurezza di pensare e dire direttamente. Se nei rapporti amorosi, come dice Eco, l’ironia consente di mantenere il discorso allegro e leggero, non altrettanto si può dire del mondo accademico dove la citazione inibisce il decollo delle idee imballando la trattazione dei problemi in una gelatina farraginosa e appiccicosa da cui non ci si riesce a liberare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Un pranzo alla Silk Road&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Arrivato a Baltimore, mi incontrai, come facevamo spesso, con Pier Massimo per un pranzo a Silk Road. Senza dubbio Silk Road è la Cafeteria più sciatta del campus e dei dintorni. Tuttavia rimane da qualche anno la nostra preferita. Pier Massimo e io ci picchiamo di essere raffinati buongustai, ma non riusciamo a resistere al fascino perverso di questa tavola calda gestita da una donna cinese con un master in filosofia la quale serve cibo cinese e medio orientale in un disadorno e freddo (e sporco) ambiente moderno (o post moderno?). Il mondo e la vita sono pieni di contraddizioni inesplicabili. Quel giorno, mentre conversavamo, Pier Massimo, noto docente di letteratura italiana, mi disse che Dante era un uomo di straordinaria cultura formatosi grazie ad ampissime letture. L’affermazione mi sorprese e gli chiesi se gli pareva possibile che Dante avesse letto più di lui. Rimase sorpreso poiché era ovvio che Pier Massimo aveva letto molto più di Dante. Ma se l’avesse ammesso, sulla base della precedente affermazione avrebbe dovuto concludere che la sua cultura era ancor più smisurata di quella di Dante. Cosa difficile a sostenersi senza apparire scioccamente presuntuoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda che viene conseguente è dunque: quanto è necessario leggere per dire qual cosa di innovativo? Non è forse giunto il momento di leggere di meno e pensare di più? Non è forse possibile che il progresso della cultura possa procedere per detrazione del superfluo anziché per accumulazione delle conoscenze? O persino per abbattimento della conoscenza allo scopo di liberare un po’ di memoria inutilizzata e far posto nelle nuove menti a un pensiero nuovo su cui solo in seguito ritornare a reinnestare il vecchio? Invece che sentirci costretti a riferirci al passato per pensare il futuro, forse è giunto il momento di ripartire da zero: riformattare i cervelli e salvare la memoria in una chiavetta. Non sono i libri letti né le esperienze fatte che formano la cultura, ma la capacità di elaborare gli stimoli esterni che possono giungere sia dai libri che dalle esperienze. Talora è necessario trasportare sacche di grano, tal’altra è necessario correre veloci con il pensiero. Il momento è giunto negli studi ambientali di lasciare in stalla i cavalli frisoni e lanciarsi nella corsa con i cavalli berberi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Proposte e ivresse&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Forse sarebbe utile che nelle Università si avviassero corsi in cui si obbligassero gli studenti a leggere solo pochi libri (magari neanche quelli) ed elaborare quelle poche idee sotto la guida di docenti ai quali si richiede di bruciare le proprie biblioteche e ai quali si neghi l’accesso a tutte le altre. Un libro è una chiave che ti apre la mente, ma la stessa chiave può servire a chiudertela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra possibilità, senza dubbio più moderata, sarebbe quella della moratoria che già avevo introdotto come nota metodologica del mio libro sul traffico. Essa venne elaborata una sera a casa del mio amico Dale a Boulder, Colorado, dopo una lunga giornata sulle piste di sci di Winterpark. Dopo cena, il vino e la stanchezza ci fecero stabilire un patto: essendo tutti accademici pressati dal bisogno di pubblicare costantemente papers e libri, proponemmo una moratoria: per cinque anni sarebbe stato vietato pubblicare alcunché. Stabilimmo che occorreva tempo per pensare e studiare senza farci influenzare da quanto scrivevano gli altri. O, più semplicemente (edonisticamente), questa ci appariva una soluzione per goderci meglio la vita evitando il lavoro e le tensioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovato facilmente l’accordo sulla moratoria, si ragionò anche sul dopo. Uno di noi propose un ulteriore agreement sulle citazioni di altri autori: abolite! Almeno per un congruo periodo. Lo scopo era duplice, pratico e teorico. A riguardo del primo si sarebbe così evitata la valutazione quantitativa degli autori sulla base delle citazioni delle loro opere sulle riviste più autorevoli. Inoltre si sarebbe risparmiato tempo e carta. Dal punto di vista teorico, sarebbe stato più facile così ricominciare un pensiero nuovo. Poiché, tuttavia, a qualcuno piaceva l’archeologia libresca e la degnissima opera di risalire alle fonti consce e inconsce degli autori, si arrivò a una mediazione. Eravamo tolleranti, secondo la moda di allora. Ci sarebbero state due categorie di studiosi e accademici, a carriere separate, ma con pari dignità. I primi avrebbero scritto, i secondi avrebbero messo le citazioni ricostruendo, se possibile, la coerenza del pensiero dei primi in presunti e o reali precedenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando finalmente il sonno prese il suo definitivo sopravvento, la discussione fu interrotta andando a coincidere con il sogno che già era stata fin dall’inizio. Dreamers often lie dice ambiguamente Mercuzio rivolto a Romeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per molti anni ho rispettato – unilateralmente – la tregua e infine, quando ho scritto, per pubblicarlo, questo saggio, mi sono attenuto anche al principio della non citazione. Rileggendolo mi sono reso conto che a ogni paragrafo e riga avrei potuto mettere una nota o citare un autore e talora più d’uno. Di sicuro il testo sarebbe diventato accademicamente più valido. Inoltre, chi lo studiava, avrebbe potuto più agevolmente risalire alle fonti. Si fosse trattato di uno studente, si sarebbe meglio orientato nella disciplina. Fosse stato uno studioso maturo, avrebbe più agevolmente potuto confutare la struttura complessiva del mio pensiero, valutare l’originalità delle affermazioni, criticarne il contenuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A queste possibili obiezioni, pur da me stesso sollevate, credo di poter rispondere in questo modo a difesa della legittimità della mia pigrizia. Per quanto concerne gli studenti, se il testo viene usato per un esame sotto la guida di un docente, sarà cura di quest’ultimo indirizzare alla letteratura che sostiene le idee riportate. Se proprio necessario. Comunque limitandosi a pochissimi testi classici. Durante i miei corsi mi comporto in questo modo. In aggiunta, la ricerca autonoma delle fonti costituisce un importante stimolo all’apprendimento. Di conseguenza il mio modo di scrivere senza citazioni rappresenta un utile trucco pedagogico. Oltre che una legittima pigrizia, onestamente confessata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta da giustificarsi di fronte ai colleghi i quali potrebbero sentirsi offesi per non essere stati citati, potrebbero giudicare di scarso valore, incompleta e presuntuosa l’opera e, soprattutto, potrebbero invidiare il tempo da me risparmiato a trascrivere e cercare le citazioni – comprese quelle ovvie – per dare una forma accademicamente perfetta al lavoro. In questo secondo caso il processo di auto-assoluzione è effettivamente più arduo. Posso solo difendermi in modo utilitarista: se qualcuno mi garantisce una cattedra universitaria ben pagata, sono disposto a lavorare gratis per un mese e aggiungere tutte le citazioni necessarie per dare un aspetto accademico al testo. In caso contrario, non lo farò e, se qualcuno vorrà in ogni caso discutere con me del testo, sarò felice di confrontarmi. Non posso che riportare – ma è una citazione!? – la frase di una improvvida “referee” dell’MIT Press su un mio saggio. Dopo avere affermato che i miei argomenti in genere sono corretti, aggiunge che: “Poli potrebbe avere familiarità con questi autori, ma mancando la bibliografia non ne possiamo essere sicuri”! Vale a dire che l’importante per lei sarebbe la certezza che io abbia letto alcuni autori, non che i miei argomenti siano solidi! Se non dimostro di essere incatenato a un ‘discorso’ legittimo non avrei diritto di parola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Conclusione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Questi aneddoti – e le sciocchezze che ho appena scritto – ci portano alla conclusione di questa nota metodologica e purtroppo a una triste considerazione. La conclusione è che, nello scrivere questo saggio, ho cercato di riconquistare l’innocenza. Ho cercato di dire quanto pensavo lasciando impliciti gran parte dei riferimenti bibliografici che attestavano le mie letture e l’inevitabilità del collegamento al discorso disciplinare accademico. Mi sono posto nudo e disarmato di fronte al lettore protetto solo dagli argomenti che avrei voluto portare, lasciando agli altri il compito – se mai l’avessero desiderato – di ricercare i riferimenti consci o inconsci del mio ragionare. Nei momenti migliori ho persino cercato di pensare liberamente sganciandomi dalle mie stesse letture. La triste considerazione è che non ci sono riuscito. I postmoderni ormai invecchiati avevano il pregio dell’allegra superficialità nel decostruire e nel criticare. Noi, che siamo già qual cosa d’altro, abbiamo perduto la leggerezza, ma potremmo ritrovarla nell’elaborare creativamente nuove utopie, nuove città, un nuovo ambiente. Rimandando al dopo la sistematizzazione delle idee prodotte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E concludo davvero riallacciandomi a quanto detto nella Prefazione: se le civette di Minerva s’alzano in volo solamente al calare della sera per vedere una rappresentazione della vita logora e grigia – che la filosofia ricopre d’altro grigio e la speranza di un mutamento sulla via della razionalità si disperde tra lentezze e contraddizioni – di tanto in tanto un cavallo berbero di Galileo corre veloce all’alba verso un mondo nuovo ancor privo di rappresentazione. Ma la rappresentazione del mondo nuovo di ieri è quella ingrigita di oggi che non sarà il mondo di domani. Galileo, oggi, non rinuncerebbe a sovvertire la sua stessa rappresentazione del mondo affermando il contrario di quanto gli servì per eliminare il grigio dal mondo del sedicesimo secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“… è come se la scoperta di Galileo abbia provato che, sia la peggiore paura sia le aspettative più presuntuose della speculazione umana – cioè, da un parte l’antica paura che i nostri sensi, i nostri più autentici organi di percezione della realtà, potessero tradirci; e dall’altra il desiderio di Archimede di disporre di un punto al di fuori della Terra da cui sollevare il mondo – potessero realizzarsi soltanto assieme, come se il desiderio di disporre di un punto di appoggio potesse essere soddisfatto all’unica condizione di perdere il senso della realtà e la paura la si potesse vincere solo eliminandola per mezzo dell’acquisizione di poteri ultraterreni. Qualsiasi cosa si faccia in fisica … trattiamo sempre la natura da un punto dell’universo collocato al di fuori della Terra. Pur senza stare materialmente laddove Archimede avrebbe voluto essere … pur tuttora ancorati alla Terra dalla condizione umana, abbiamo trovato un modo di agire sulla Terra e sulla natura terrestre come se disponessimo di essa dall’esterno, dal “punto di appoggio” di Archimede. Ed esponiamo la Terra a forze universali e cosmiche estranee all’ambiente naturale, correndo persino il rischio di mettere a repentaglio il processo naturale della vita” .&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-3387964540942321900?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/3387964540942321900/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=3387964540942321900' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/3387964540942321900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/3387964540942321900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2010/06/zeitgeist-in-babel-e-umberto-eco.html' title='ZEITGEIST IN BABEL E UMBERTO ECO M’APPARE IN SOGNO …'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-6170926993226346550</id><published>2010-06-29T03:15:00.000-07:00</published><updated>2010-07-01T00:18:51.978-07:00</updated><title type='text'>LA BUGIA DI CHI DICE “FATTI NON PAROLE”</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-transform: uppercase;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;“Fatti non parole! È finito il tempo delle ideologie”. Questo è il ritornello che la Lega ripete continuamente di fronte a critiche sempre più incalzanti. A ben vedere, invece, la politica della Lega è incardinata proprio sulle parole e sull’ideologia. Non v’è nulla di male in questo, salvo il fatto di negare l’evidenza. Da quando la Lega ha cominciato a battersi contro l’immigrazione gli stranieri in Italia sono decuplicati. Poiché il “fatto” di ridurre l’afflusso non è stato conseguito, s’è pensato bene di aumentare l’intolleranza e le discriminazioni, ancora in gran parte verbali. Da quando la Lega ha introdotto la parola “federalismo”, lo Stato centrale ha ridotto le autonomie locali e tagliato i finanziamenti a Comuni e Regioni. Nei quindici anni in cui la Lega è stata al governo del Veneto, non s’è approvato lo statuto, ma si “parla” di Serenissima, “Va’ pensiero”, di “razza Piave” e radici cristiane. E via (per l’appunto) “dicendo”. Dicono allora: ma gli elettori ci premiano. Sì, rispondiamo, ma per la forza che le parole e le idee esercitano sugli animi delle persone, non certo per i fatti!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;L’organizzazione della Lega è la più simile a quella dei partiti di un tempo basati su ideologie che mobilitano le masse nella speranza del cambiamento. Se in un Comune manca un marciapiede, i militanti leghisti non dicono solo (come farebbe il solito Comitato apolitico, apartitico, depresso e frustrato): “vogliamo solo che l’amministrazione ci faccia il marciapiede”. I leghisti dicono: (1) vogliamo il marciapiede; (2) se ci fosse il federalismo (e fossimo padroni a casa nostra senza stranieri che ci terrorizzano e meridionali sfaticati che vivono alle nostre spalle, ecc.), l’avremmo già fatto da tempo; (3) l’unico modo per avere i marciapiedi è il federalismo; (4) nel frattempo, facciamone davvero uno per dimostrare di essere buoni amministratori. Passa così l’ideologia che i problemi non siano colpa degli amministratori, ma del “sistema” centralista. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Il PCI faceva lo stesso: non a caso l’ossimoro “partito di lotta e di governo”, oggi applicato dalla Lega, risale a Berlinguer. Con la prospettiva del socialismo (a parole), anziché del federalismo, il PCI creava una speranza e avanzava una critica. Nei fatti amministrava bene in periferia (come talora fa la Lega), ma rinunciava a immischiarsi nella politica internazionale o ad ambire al governo. L’imbarazzo odierno della Lega sta nel “fatto” che partecipa al governo nazionale ormai da molto tempo. A differenza del PCI, escluso consenziente dal governo nazionale da patti internazionali, la Lega romana deve fari i conti con l’impossibilità di conciliare l’egoismo del Nord con il peso elettorale del Sud. La situazione è imbarazzante oltre misura: Cota dà evidenti segni di stress, Zaia si difende con fiumi di parole e con la politica dell’immagine. Le “parole” sull’inno nazionale e sul tifo calcistico negato all’Italia, la virulenza razzista che sempre più emerge, sostituiscono i “fatti” di un impossibile federalismo e di politiche autonome da Roma. L’unica possibile nuova apertura di credito per i leghisti, solidamente insediati in Regione, sarebbe l’uscita dal governo romano. Solo in questo caso potranno continuare con le loro “parole” non seguite da “fatti” e potranno trincerarsi ancora dietro il discorso ideologico alla base del loro successo. Questo però è difficile da come si sono messe le cose: alla leadership leghista piace Roma e il potere s’è accentrato. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Ma il credito delle parole e delle ideologie prima o poi scade. Diceva Lincoln: “Puoi ingannare parte del popolo tutte le volte, e tutto il popolo qualche volta; ma non puoi ingannare tutte le volte tutto il popolo”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-6170926993226346550?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/6170926993226346550/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=6170926993226346550' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/6170926993226346550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/6170926993226346550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2010/06/la-bugia-di-chi-dice-fatti-non-parole.html' title='LA BUGIA DI CHI DICE “FATTI NON PAROLE”'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-3765734227166385443</id><published>2010-05-29T12:35:00.000-07:00</published><updated>2010-05-29T12:37:36.340-07:00</updated><title type='text'>L’ECOMOSTRO EUGANEO</title><content type='html'>Abito ad Arquà presso la casa del poeta, ma Francesco Petrarca mi è sempre stato antipatico. Si dice che fosse un opportunista pronto a compiacere i potenti in cambio di favori e prebende. Se fosse vissuto ai giorni nostri, non si sarebbe opposto alla costruzione della torre fumaria del cementificio di Italcementi nei pressi di uno dei “borghi più belli d’Italia”, come recita il cartello che accoglie i turisti ad Arquà. Avrebbe chiesto in cambio del proprio autorevole silenzio una casa più bella altrove e una più ricca “sine cura”, che possiamo considerare l’equivalente medievale di una mazzetta. Dante, a cui va la mia simpatia, invece avrebbe aderito ai comitati contro lo scempio ambientale e sarebbe morto povero e in esilio. &lt;br /&gt;La realizzazione di una torre grigia e fumante alta 120 metri e il continuo via vai di camion nel parco Colli è una cosa tanto assurda che non dovrebbe esserci nemmeno bisogno di discuterne. A un chilometro circa dal borgo medievale di Arquà Petrarca, un fallo di centoventi metri che violenta il paesaggio (mal) tutelato del Parco è osceno e immorale. Punto! Se poi c’è il rischio che, una volta realizzato il camino, vi si brucino rifiuti e i fumi saranno respirati da Este a Monselice e nella zona termale, non si dovrebbe nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi. L’investimento di Italcementi è una mera operazione volta a un profitto che andrà fuori dal territorio, senza ricadute concrete sull’occupazione eccetto su una possibile richiesta di nuova immigrazione per svolgere lavori pericolosi che i padovani non vogliono più fare. &lt;br /&gt;Come è ovvio, un folto schieramento trasversale di forze politiche locali è contrario. Pochissimi, ma potenti, sono quelli favorevoli, tra cui il sindaco di Monselice. Una sua lacrimosa lettera ai cittadini, che giustificava la realizzazione dell’ecomostro euganeo, sembrava scritta dal Sindaco di una città di poveracci disposti a barattare rischi per la salute con un pezzo di pane. Gli argomenti del Sindaco a favore dell’ecomostro sarebbero discutibili anche se, piuttosto che in Veneto e nel Parco Colli, ci fossimo trovati in Bengala o a Termini Imerese dove gravi problemi giustificano (e neanche del tutto) i guasti ambientali o dove si parla di migliaia di lavoratori. Ma nel caso di Monselice si tratta di fatto di una cinquantina di lavoratori i quali possono essere ragionevolmente ricollocati nel giro di pochi mesi. E parlo con cognizione di causa essendomi occupato direttamente di questi problemi!&lt;br /&gt;Non c’è assolutamente bisogno di pensare malignamente che le persone favorevoli, e tanto meno il Sindaco, abbiano interessi pubblici e privati nell’operazione e perciò tendano a comportarsi come il Petrarca anziché come Dante. Ma chi studia i problemi del rischio personale e di quello pubblico sa bene che “la conoscenza dei fatti tende sempre all’opportunismo”. Tradotto significa che, in buona fede, si tende a credere a quanto fa comodo. E ricordo un mio amico dirigente di una fabbrica chimica i cui operai morivano di cancro. Anche il mio amico morì per lo stesso tumore dei suoi operai condividendo l’aria che respiravano. Ma, né lui né i suoi famigliari, ammisero mai, nemmeno come ipotesi, che corresse una relazione tra la sua malattia e l’inquinamento della fabbrica. Diceva che si trattava di una predisposizione genetica, di famiglia. Questa sua convinzione, giusta o errata che fosse, lo aiutò molto a morire sereno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-3765734227166385443?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/3765734227166385443/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=3765734227166385443' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/3765734227166385443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/3765734227166385443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2010/05/corrado-poli-lecomostro-euganeo.html' title='L’ECOMOSTRO EUGANEO'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-4692545603096691273</id><published>2009-10-11T08:53:00.000-07:00</published><updated>2009-10-17T09:52:46.781-07:00</updated><title type='text'>IL DIALETO</title><content type='html'>NON LINGUA DI IERI, MA TRA OGGI E DOMANI&lt;br /&gt;UNA PROPOSTA NON DEL TUTTO MONA &lt;br /&gt;(MA ABBASTANZA)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul dialetto nelle scuole non ha ragione nessuno tranne io, naturalmente. Infatti nel giudicare il dialetto tutto serve fuorché la ragione. Il dialetto è un fatto emotivo, è il modo in cui ci esprimiamo e comunichiamo con la parola quotidiana.&lt;br /&gt;Il vero dialetto non è la parlata di ieri che si vuole ripristinare o salvare. Il dialetto è quel particolare modo di esprimersi che sta tra l’oggi e il domani. Quelli che i professori oggi potrebbero definire errori, spesso hanno una tale forza da diffondersi al punto da essere presto codificati nella lingua. Vocabolari e grammatiche si scrivono dopo che le parole sono entrate nell’uso comune. Poi funzionano anche come strumenti per la conservazione dell’ortodossia linguistica.&lt;br /&gt;“Ragazzi, ‘ndemo al boomerang ke ghe xe un party … spettème un attimino, cmq ‘rivo più tardi”. Il dialetto di oggi è il linguaggio degli sms e di internet: si scrive senza vocali (come in arabo ed ebraico), si elimina un carattere trasformando il “ch” in “k”, si usano espressioni estranee ai vocabolari, ma efficaci e tratte da altre lingue comprese le parlate locali. Le parole inglesi pronunciate sbagliate anche dalla RAI fanno parte del vero dialetto di oggi: in italiano non si dice mànagement, perfòrmance o àdvocacy, bensì managgèment, pèrformance e advòcacy, come nessun inglese direbbe. Ma va bene così.&lt;br /&gt;Zanzotto, no dice affatto monate e gavaria anca ragione, ma è il meno adatto a giudicare il dialeto poiché appartiene a una generazione che ha avuto tutto il tempo di goderselo e di confrontarlo con l’italiano dotto che consentiva una comunicazione più ampia. I più giovani di Zanzotto (quasi tutti ormai) difendono il dialetto perché temono l’uniformità montante a cui lui è sfuggito. Manca loro la possibilità di nascondersi in una lingua per pochi, quel tanto diversa da dare l’identità perduta nel mondo globale dove tutti sentono la stessa musica, vedono gli stessi film e comprano gli stessi prodotti. E parlano la stessa lingua.&lt;br /&gt;Sarebbe interessante che a scuola si insegnasse l’italiano convenzionale, ma si introducesse anche la possibilità di composizioni nella lingua corrente che include elementi di spelling innovativi, parlate locali, inglese e quant’altro, pur sull’inevitabile base del noioso italiano di oggi. Ne uscirebbe un nuovo bellissimo dialetto veneto che darebbe identità a chi lo parla avendo assorbito sia la parlata del passato che quella contemporanea per diventare la lingua del futuro e di una nuova identità. Più che tutelare il dialetto, anzi per promuoverlo davvero, si dovrebbero trovare spazi per le parlate quotidiane (basate sulla lingua veneta, italiana e inglese, con magari un po’ di arabo e rumeno) nelle scuole.&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-4692545603096691273?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/4692545603096691273/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=4692545603096691273' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/4692545603096691273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/4692545603096691273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2009/10/lopinione-di-benedetto.html' title='&lt;em&gt;&lt;strong&gt;IL DIALETO&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-3551553293424743810</id><published>2009-07-15T14:07:00.000-07:00</published><updated>2009-07-15T14:09:59.898-07:00</updated><title type='text'>MEGLIO UNA GALLINA DOMANI</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/Sl5FcvJaVbI/AAAAAAAAAFw/MrLriyze04U/s1600-h/kandinski+city.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 297px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/Sl5FcvJaVbI/AAAAAAAAAFw/MrLriyze04U/s320/kandinski+city.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5358796966612063666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Corrado Poli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;MEGLIO UNA GALLINA DOMANI &lt;br /&gt;CHE UN UOVO (marcio) OGGI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nulla è perduto. &lt;br /&gt;Siamo ancora liberi di sognare &lt;br /&gt;un mondo diverso&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni amici, sempre meno in verità, mi hanno chiesto di aderire al PD quasi dando per scontata la cosa. &lt;br /&gt;Perché e a quali condizioni vale la pena aderire? Ecco alcune domande, rispondendo alle quali si può avere un’idea più chiara di quanto sta succedendo.&lt;br /&gt;Anzitutto qual è il modello di sistema politico che porta avanti il PD? Ufficialmente si auspica un’Italia “bi-polare” , ma l’obiettivo di fondo è evidentemente il bi-partitismo di fatto con l’egemonia del PD e, dall’altra parte del PdL.&lt;br /&gt;Ora, prima di discutere i dettagli del potenziale programma del PD, occorre comprendere se se ne condivide l’obiettivo di fondo. Il PD nasce con l’intento di essere il maggiore partito del centro sinistra: questo e non i dettagli sono il “programma” vero del PD a cui tutto il resto è subordinato. Se si cominciasse a discutere e dividersi sui singoli temi, la conseguenza sarebbe che nel PD si identificherebbero al massimo il 15% degli italiani mentre gli altri aderiranno alla sinistra, all’IdV, ai Radicali, a Grillo, all’UdC e a chi sa chi. &lt;br /&gt;L’idea di fare del PD l’unico partito del centro sinistra che si oppone all’unico partito del centro destra non è da buttare, purché sia chiara. Per onestà dico subito che nutro molti dubbi sull’efficacia democratica di questo schema che, dove applicato (posso parlare con cognizione di causa solo degli U.S.A., ma l’esempio è probante poiché ad esso si è ispirato Veltroni) non dà grandi garanzie né di trasparenza né di partecipazione. Inoltre il bipartitismo USA riguarda le elezioni federali, ma a livello locale e statale il sistema è ben più articolato.&lt;br /&gt;Finora il PD ha chiesto il voto quasi esclusivamente “contro” Berlusconi, soprattutto contro la sua equivoca posizione di leader politico e maggiore imprenditore italiano, soprattutto dei media. Con delle buone ragioni, a mio parere. Ma se un centro destra ormai consolidato si liberasse  – come avverrà presto – dell’ingombrante tycoon di Arcore e lo sostituisse con un (p. e.) Gianfranco Fini, quali argomenti politico-programmatici resterebbero al PD? &lt;br /&gt;Se dunque il PD propone un modello bi-partitico e punta a rappresentare da solo l’80/90% dello schieramento di centro sinistra non può necessariamente pretendere di avere un programma omogeneo. Nulla di male anche in questo caso, ma occorrono correttivi ben precisi sia a livello di scelta degli organi e dei leader, sia nel prendere le decisioni.&lt;br /&gt;E su questo gli italiani, inclusi commentatori e militanti del PD, sono a livello di vero analfabetismo politico per quanto concerne la comprensione di un sistema bi-partitico. L’intervento di Serracchiani, talmente lodato dalla base democratica, in effetti sotto intendeva una visione da centralismo democratico propria dei vecchi Partiti Comunisti leninisti. Quella prospettiva sarebbe accettabile se il solo scopo fosse prendere il potere, liberarsi di Berlusconi e rifondare una nuova Italia. Ma non siamo in queste condizioni, non fosse che per il fatto che Berlusconi e la Lega godono di ampio consenso e, sebbene vi siano chiari elementi di deriva totalitaria statalista, non ci siamo ancora schiantati sugli scogli. Inoltre a questa deriva collaborano fattivamente proprio ampie sezioni del PD che hanno preferito liberarsi della sinistra radicale (anche a livello locale, vedi Zanonato a Padova), piuttosto che avviare un dialogo con essa . &lt;br /&gt;Se il PD persegue il bi-partitismo – la qual cosa non può che essere perseguita per mezzo di leggi elettorali approvate in accordo con il PdL, l’unica altra forza che ha interesse a farlo, e contro i partiti minori – e se vuole comunque garantire la democraticità del sistema politico, è necessario elaborare uno statuto del PD che consenta il dissenso interno ed esterno, che garantisca elezioni basate su precisi programmi (anche in relazione allo statuto) e non su possibili leader, risalenti al giurassico e noti per le ripetute sconfitte. &lt;br /&gt;Non ho ancora sentito un’autocritica per l’aver fondato i primi organi del PD facendo votare i militanti a liste bloccate! Il leader, anzi tutti i leader a qualsiasi livello, dovrebbero emergere da una serie di elezioni a partire dai circoli. Prima si dovrebbero fare le elezioni in tutti i circoli d’Italia, poi identificare i possibili leader ed eleggerli non sulla piazza, ma al congresso di delegati scelti in un processo lungo e conflittuale direttamente dai cittadini. &lt;br /&gt;Qualsiasi sia il sistema adottato, la scelta del sistema deliberativo ed elettivo interno del PD dovrebbe essere il primo argomento di dibattito e dovrebbe consentire ampio accesso a chi vuole partecipare alla ri-fondazione (dopo nemmeno due anni!) del PD. Almeno formalmente, la scelta dei candidati americani – alle varie cariche – sia del Partito Democratico sia dei Repubblicani, presume un processo che parte dalla periferia. Se si vuole semplificare il sistema politica nazionale, occorre renderlo aperto e democratico all’interno del partito.&lt;br /&gt;Il programma del PD non possono essere le cose da fare e le posizioni da prendere su ogni singolo argomento (impossibile se si vuole rappresentare davvero il 90% dell’opposizione o, speriamo in futuro, della maggioranza), ma l’identificazione di un sistema di sintesi democratica delle idee portate dalle diverse componenti che vi aderiscono.&lt;br /&gt;Per questo motivo ritengo che la cosa migliore sia avere più partiti che danno luogo a una dinamica democratica più pluralista.&lt;br /&gt;Il caso Grillo (ma è stato anticipato dal caso Pannella nel 2007) è emblematico. Chiaro che Grillo non c’entra niente con il PD! Ma se il PD vuole davvero rappresentare tutta la sinistra deve sapere accettare il dissenso interno, cosa che non ha mai dimostrato di sapere fare con mezzi democratici quali primarie davvero aperte nella scelta di candidati agli organi deliberativi del partito. Questo è il vero scopo della provocazione di Grillo: dimostrare che il PD non può (come vorrebbe) occupare da solo tutto lo spazio politico di sinistra. &lt;br /&gt;In conclusione: potrei aderire al PD solo se si rimanda il congresso e il tesseramento e si avvia un vero dibattito sulla partecipazione politica. Poiché questo non avverrà, per me la soluzione resta quella di fare in modo che il PD rimanga un partito al 15-20% e si rafforzi invece un Partito Ambientalista e di Sinistra, l’UdC e l’IdV, persino la Lega e le formazioni minori di destra per potersi opporre a questo bi-partitismo strisciante, populista e antidemocratico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-3551553293424743810?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/3551553293424743810/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=3551553293424743810' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/3551553293424743810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/3551553293424743810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2009/07/meglio-una-gallina-domani_15.html' title='MEGLIO UNA GALLINA DOMANI'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/Sl5FcvJaVbI/AAAAAAAAAFw/MrLriyze04U/s72-c/kandinski+city.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-5716332829524987724</id><published>2009-06-29T14:21:00.000-07:00</published><updated>2009-06-29T14:23:35.767-07:00</updated><title type='text'>CASSANDRA, FREEDOM OF SEDUCTION AND FREEDOM OF SPEECH</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;Corrado Poli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Formerly no one was allowed to think freely;&lt;br /&gt;now it is permitted, but no one is capable of it any more.&lt;br /&gt;Now people want to think only what they are supposed to want to think,&lt;br /&gt;and this they consider freedom”&lt;br /&gt;“What we need is not freedom of the press,&lt;br /&gt;we need freedom from the press”&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Oswald Spengler&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The myth of Cassandra, Priam’s most beautiful daughter, helps understand how information works. The story is well known. It happened that Apollo fell in love with Cassandra, whose name in ancient Greek means “the one who entraps men”. We do not have any precise information about how the facts – if there are any – developed exactly. It is told that Cassandra spent a night at Apollo’s temple though knowing that the god was craving for her. She refused to concede herself to him, reportedly. So as to seduce her, the amorous God presented Cassandra with the gift of prophecy which the girl enthusiastically accepted and tried to use thereafter. Soon enough, Apollo realized that Cassandra had no real intention to sleep with him. As revenge, the vicious God did not revoke the gift, but put a curse on her so that nobody would believe Cassandra’s predictions any longer. A key (though often overlooked) issue of the story is that Priam’s daughter never renounced foretelling, no matter how frustrated she was by not being believed.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Most of the times the beautiful Cassandra is portrayed as a sad and tragic heroine, cruelly punished by a rancorous God. In fact, disclosing what later proves true adds to one’s posthumous reputation no matter how much they have been mocked when alive. On the other hand, we may also suspect that Cassandra had some minor responsibilities of her own since wooing and accepting gifts is never totally innocent. In a version of the myth she even promised to marry the god and then withdrew. If Apollo actually behaved just as any arrogant male chauvinist, Cassandra, nonetheless, was flattered by Apollo’s gifts and longing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cassandra’s myth can read as a metaphor for writers and scholars flirting with power. As long as they belong to a divine organization, they profit from the privileged condition of knowing and interpreting the key facts. Moreover, all people speak about what these writers and scholars utter. Writers not only speak the truth, rather they create it.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In this position their egos swell and they might begin thinking that people believe them because they are smart and tell how things truly are and even should be. They might even imagine themselves as principled and incorruptible since they become completely oblivious of their initial flirting. They misperceive that their ability to elaborate important, timely and witty arguments was a deal rather than some generous gift from god. Writers and scholars who flirt with a demanding god may soon be smitten by power. They find freedom of speech irresistible and enjoy it when everybody listens to them preaching.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In a more sophisticated version of the myth, while Cassandra was sleeping (alone) at the temple, snakes licked her ears clean so that she was able to hear the future. This metaphor is easily interpreted: god’s snakes may allow someone to know what normal people do not, but this does not necessarily imply that they are allowed to spread information. Thus journalists and writers really know what’s going on, they can confidently foretell what will happen because they are the unaware tools of building a future chosen by others. A soon as they foresee a diverse future, they are cursed by the god who claims the right to choose a future which they can keep under control.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;As for Cassandra at Apollo’s temple the time came to choose between purity and stepping in with the god, in the same way writers are requested to choose between freedom of speech and the gratification to be listened to. If they choose the former they won’t be believed anymore; should they choose the latter, they will be requested to simply report god’s voice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;If writers and scholars hadn’t flirted with power, they would have kept pure, but they would have never known the arcane secrets in the citadel of command. Cassandra would have never been awarded prophetical powers if she had not entered the temple and opened to Apollo’s hopes. You can either be pure and silly or corrupted and officially knowledgeable. Tertium non daturm, i.e. the fallacy of the excluded middle. If you are at the same time well informed and pure, you create a serious danger so that god needs to put a curse on you. Cassandra’s tragic story teaches that by just flirting, you might lose both power and innocence, so that the knowledge you have acquired – that you imagine as a formidable weapon to affirm the truth (and your ego) – is transformed instead into a torture you use against yourself lifelong.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Therefore, remember, writer! You are in a trap: flirting with power allows you to know how things really go. If you eventually do not lie with a god, nobody will ever pay attention to you. You can be listened to and believed only as long as you are Apollo’s lover, but you will only be permitted to speak god’s rule. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-5716332829524987724?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/5716332829524987724/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=5716332829524987724' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/5716332829524987724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/5716332829524987724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2009/06/cassandra-freedom-of-seduction-and.html' title='CASSANDRA, FREEDOM OF SEDUCTION AND FREEDOM OF SPEECH'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-5147293898047554538</id><published>2009-05-29T10:39:00.000-07:00</published><updated>2009-05-29T10:40:03.024-07:00</updated><title type='text'>RIDURRE I PARLAMENTARI ... E POI?</title><content type='html'>Corrado Poli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RIFORME ANZITUTTO: RIDURRE I PARLAMENTARI ... E POI?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le riforme anzitutto! Cominciamo a ridurre i Parlamentari: si risparmia e si evita che entrino in Parlamento persone non gradite, magari scelte con le preferenze. Siamo tutti d’accordo per accorpare i Comuni minori che creano uno spreco di denaro pubblico. Naturalmente aboliamo anche le Province da tutti considerate superflue. Diamo più poteri ai Prefetti nominati dal Governo. Anche il numero delle Regioni potrebbe essere ridotto assieme al numero di Consiglieri e assessori. Dei Consigli circoscrizionali e delle Comunità Montane non ne parliamo nemmeno. Tagliamo i Consiglieri di amministrazione delle aziende controllate dagli Enti pubblici. Si risparmierebbe una cifra. Privatizziamo le aziende ancora di proprietà pubblica. Per finire una bella legge elettorale che favorisca la nascita del Partito unico del centrosinistra e del Partito unico del centrodestra. Avremmo così uno Stato moderno ed efficiente. Europeo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove andranno a finire tutti quei parassiti corrotti che hanno perso un modesto posto di rappresentanza politica o di consigliere di amministrazione? Cosa faranno i consiglieri circoscrizionali che avevano un ruolo sociale e partecipavano alla vita pubblica, con scarso potere, ma molto impegno, sentendosi parte della comunità? Il Presidente della Comunità montana, il consigliere provinciale o l’assessore alle “varie ed eventuali” del Comune di Scaricalasino oggi passano esaltanti serate a discutere decisioni “importanti”. Alcuni non capiscono nulla di nulla, ma con il tempo imparano alcune regole del vivere civile. Dopo l’abolizione degli enti di cui facevano parte alla sera torneranno a casa e, dopo essersi annoiati a vedere alla TV “Il Grande Fratello”,  litigheranno con la moglie perché si sentiranno frustrati. Mentre Presidenti e Sindaci vari non dovranno più perdere tempo a confrontarsi con rompiscatole alla ricerca di un ruolo civico. Anche le loro indennità potrebbero crescere in base all’indefesso lavoro (che nessuno potrà più ostacolare) e dei (modesti) risparmi su tutte le altre indennità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resteranno in pochi a partecipare a questa farsesca e costosa vita pubblica rappresentativa. Perché è vero che ci si può sempre sfogare scrivendo in un blog, ma sedersi al tavolo del Consiglio e battersi con passione per il colore delle panchine del parco è tutta un’altra cosa! D’altra parte la partecipazione deve essere popolare e quindi tutti i cittadini sono eguali. Agli eletti e ai rappresentanti non si deve attribuire alcun potere superiore. E si risparmia persino e noi italiani siamo talmente poveracci che non possiamo permetterci il lusso della democrazia. Viva la partecipazione generica e vociante di piazza! Viva i leader scelti dal popolo. Basta con la Casta dei politici! Vogliamo pochi veri leader scelti dal popolo, magari per mezzo di sondaggi, primarie farsa e blog nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma poi si scopre che anche il blog è pericoloso. Non si sa mai chi scrive e cosa dice. E allora controlliamo anche quello! D’altra parte sono quindici anni che la destra sostiene che qualsiasi problema lo si risolve con più polizia. Sarà bene che anche la sinistra si adegui. Più microcriminalità? La soluzione è semplice: inasprimento delle pene e più potere ai poliziotti! Più evasione fiscale? Semplicissimo: controlli a tappeto della Finanza e buona notte alla privacy e alla partecipazione. Prendiamo il DNA a tutti, non parliamo più di cittadinanza e di voto agli stranieri, sorvoliamo con prudenza sui diritti degli omosessuali, e su tutto quanto potrebbe creare qualche imbarazzo nelle due sole possibili maggioranze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lentezza nelle decisioni? Semplifichiamo il sistema politico e nominiamo Commissari per fare tunnel, autostrade e basi militari. Altro che riottosi Sindaci di villaggi, referendum,  consiglieri di quartiere e ludi cartacei! Eliminiamo la porosa Casta corrotta della quale in qualche modo si può ancora entrare a far parte per mezzo di (quasi) libere elezioni. Meglio ratificare con false liturgie la nomina dall’alto di pochi leader a cui delegare tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto sarebbe più efficiente ed economico. In alcuni posti vincerà il PUCD (Partito unico del centrodestra), in altri il PUCS (Partito unico del centrosinistra) con il perdente a fare l’opposizione. In attesa del PUEB (Partito unico e basta) che sarebbe davvero la miglior cosa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi però ci accorgeremo che coloro che non sono rappresentati nelle istituzioni non avranno altra scelta che scendere in piazza e sfasciare la città. Quindi ci sarà bisogno di più polizia. O no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-5147293898047554538?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/5147293898047554538/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=5147293898047554538' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/5147293898047554538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/5147293898047554538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2009/05/ridurre-i-parlamentari-e-poi.html' title='RIDURRE I PARLAMENTARI ... E POI?'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-1270274963712989711</id><published>2009-03-29T14:16:00.000-07:00</published><updated>2009-06-29T14:19:43.593-07:00</updated><title type='text'>ELEZIONI A PADOVA</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;Corrado Poli&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;VINCE FLAVIO E … MI DISPIACE(ma non sarei stato felice comunque)&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;IO ERO AL MARE (in metafora) CON AURORA (in metafora)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Zanonato ha vinto! Galan festeggia e riceve le congratulazioni di Berlusconi. Sembra un paradosso? Non lo è affatto. I grandi accordi per gli affari che contano (tra questi il nuovo ospedale, autostrade, auditorium, ecc.) sono stati già fatti. E se manca qualche dettaglio ci si accorda meglio con uno esperto di finanziamenti che con uno sprovveduto.Zanonato (e Mariani) garantiscono la spartizione della torta almeno dalla fine degli anni ottanta. Domandatelo a Ivo Rossi che tappezzò la città per denunciare l’operazione dello Stadio Euganeo.Il film è stato già visto più volte. L’ultima replica è stata la collaborazione stretta con Casarin (con tanto di convegno, baci e abbracci) per la realizzazione della tangenziale esterna. O la cementificazione del Parco Iris per fare un favore a Comunione e Liberazione.Litigheranno sui dettagli e favoriranno l’associazione o il consulente di sinistra anziché di destra. Ma dopo lo spettacolo dei clown e dei peones nella campagna elettorale, gli acrobati della politica e degli affari occuperanno tutta la scena.A tutti conviene che Padova rimanga al centro sinistra con un Sindaco senza personalità (tranne per gli aspetti peggiori della maleducazione e del comportamento) e senza programma, ma obbediente ai poteri forti. A sinistra si raccoglieranno le briciole, cioè ci saranno posti da distribuire ai funzionari di partito (p.e. Bortoli e Micalizzi) e qualche soldo agli amici. Potranno dare qualche assessorato per tenere buona Rifondazione, Legambiente e l’ARCI affinché non rompano le scatole sugli affari veri. Si sono mai sentiti la Ruffini o Bicciato protestare vibratamente per le cementificazioni? E Zan, al quale è stato negato il registro delle coppie di fatto, ha pensato bene di sostenere Zanonato fin dal primo turno in cambio di un inevitabile assessorato.A destra si consentirà al PdL e alla Lega di avere un nemico che mobilita l’opinione pubblica. Senza Zanonato e il centro sinistra di Padova, non ci sarebbe nel Veneto più alcun vero nemico da combattere con la conseguenza inevitabile dell’emergere di lotte intestine. Zanonato è necessario per continuare a dire che la sinistra non fa nulla per la sicurezza e agevola gli immigrati piuttosto che gli italiani. Rimane lavoro per Ascierto e Mazzetto che altrimenti avrebbero dovuto confrontarsi con cose serie e quotidiane per le quali non sono portati.Se il centro sinistra fosse all’opposizione dovrebbe almeno fare finta di opporsi. Marin sarebbe stato un pessimo Sindaco … per il centro destra. Avrebbe dovuto difendersi dall’opposizione del centro sinistra. Per quel poco che ancora contano gli elettori si sarebbe trovato contro tutti quei cittadini e gruppi (Legambiente e l’ARCI e le mille associazioni catto-sportive-volontariato) incazzati per non ricevere il sostegno sperato da Zanonato. Non avrebbe saputo gestire i rapporti con i dirigenti obbedienti da decenni a Zanonato e ai suoi curiali. Avrebbe cercato di fare affari per conto di Galan in cambio di una buona uscita (una sine cura di parlamentare obbediente) così come successo con la Destro (peraltro molto più astuta). Ma sarebbe stato più facile impedirglielo, sia perché lui è inesperto e incapace, sia perché il centro sinistra avrebbe dovuto almeno fingere l’opposizione.Adesso, con Zanonato Sindaco, tutto è sistemato e il cemento e le tangenti coleranno senza che nessuno protesti sul serio.Ultima nota: Zanonato è uno dei pochissimi sindaci uscenti che ha visto calare vistosamente il consenso rischiando di perdere! Se questa è buona amministrazione!&lt;br /&gt;posted by TRAFFIC REVOLUTION RIVOLUZIONE TRAFFICO at &lt;a href="http://corradopoli.blogspot.com/2009/06/elezioni-padova.html"&gt;1:02 PM&lt;/a&gt; on Jun 22, 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-1270274963712989711?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/1270274963712989711/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=1270274963712989711' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/1270274963712989711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/1270274963712989711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2009/03/elezioni-padova.html' title='ELEZIONI A PADOVA'/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-6392821239092915292</id><published>2009-03-24T12:00:00.001-07:00</published><updated>2009-03-24T12:00:26.877-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Corrado Poli&lt;br /&gt;ELEZIONI AMMINISTRATIVE, LISTE CIVICHE E AUTONOMIA LOCALE&lt;br /&gt;Alle prossime elezioni amministrative vincerà la Destra oppure la Lega, il Centro o la Sinistra, un partito o l’altro. Nei Comuni minori potrebbero affermarsi liste civiche. Queste ultime rappresentano il tentativo di distacco delle comunità locali dalla politica nazionale. Le liste civiche però sono di tre tipi. Alcune sono semplici coperture dei partiti e delle coalizioni maggiori che preferiscono darsi un nome locale. Poiché ormai nessuno casca più in questo tranello, nella sostanza cambia poco. Altre liste civiche sono aggregazioni anomale che consentono di mettere insieme partiti che ufficialmente non collaborano: per esempio la sinistra con la Lega, una parte del PdL con il PD, l’UdC e via dicendo. Talora questo avviene quando c’è da procedere a qualche spartizione concordata tra superiori gerarchie regionali o nazionali che non può arenarsi in controversie locali. Il terzo tipo sono vere liste civiche espresse della cittadinanza locale. A loro volta esse possono dividersi in liste che si aggregano attorno a un problema specifico (NO alla discarica! Vattelapesca per il sottopasso! Scaricalasino denuclearizzato, ecc.), oppure liste che emergono da una tradizione di militanza locale articolata e che promuovono una politica davvero emancipata dai partiti nazionali. Quest’ultimo tipo di liste civiche è il più raro.&lt;br /&gt;La posta in gioco delle elezioni amministrative è il tentativo di Roma (o di Gemonio) di collocare in periferia persone di fiducia: dirigenti di partito o fiduciari che già siedono in Parlamento o aspirano a entrarvi nelle prossime tornate. Più che di Sindaci espressi dal territorio per governarlo e rappresentarlo, si tratta di terminali locali del centro. Costoro hanno il compito di creare il consenso in periferia e di gestire le risorse che lo Stato ritorna agli enti locali ponendo pesanti condizionamenti su come i soldi saranno essere spesi. Il sistema italiano dei rapporti tra centro e periferia è sbilanciato verso lo strapotere dello Stato. I Comuni dipendono per le loro risorse in massima parte dallo Stato non solo perché esso eroga il denaro, ma perché impone rigidamente come deve essere speso. Inoltre, buona parte dei soldi che arrivano al Comune, sono finanziamenti “speciali” (per costruire stadi, tranvie, strade, ecc.) a cui i Comuni concorrono con altri Comini per spartirseli. Se il Sindaco appartiene alla rete nazionale, otterrà più facilmente le risorse poiché i suoi referenti nazionali sanno che le spenderà come gli diranno, favorendo determinate imprese. Solo eventualmente anche nell’interesse locale. Le vere liste civiche sparigliano questo gioco di potere in cui il centro gode di un indebito vantaggio sulla periferia. Ma il prezzo pagato è una riduzione dei trasferimenti a danno del Comune ribelle. Cittadini e politici coraggiosi potrebbero rinunciare a risorse in cambio di autonomia e sostenere vere liste civiche nate sul territorio. In cambio di qualche temporaneo sacrificio si sostituirebbero dirigenti locali etero diretti con cittadini orgogliosi della propria libertà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-6392821239092915292?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/6392821239092915292/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=6392821239092915292' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/6392821239092915292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/6392821239092915292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2009/03/corrado-poli-elezioni-amministrative.html' title=''/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-7284290184446082816</id><published>2009-03-23T05:49:00.000-07:00</published><updated>2009-06-27T10:50:18.280-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;Corrado Poli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;CASSANDRA: FREEDOM OF SEDUCTION AND FREEDOM OF SPEECH&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;“Formerly no one was allowed to think freely; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;now it is permitted, but no one is capable of it any more. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Now people want to think only what they are supposed &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;to want to think, &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;and this they consider freedom” &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;“What we need is not freedom of the press, &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;we need freedom from the press”&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Oswald Spengler&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;The myth of Cassandra, Priam’s most beautiful daughter, helps understand how information works. The story is well known. It happened that Apollo fell in love with Cassandra, whose name in ancient Greek means “the one who entraps men”. We do not have any precise information about how the facts – if there are any – developed exactly. It is told that Cassandra spent a night at Apollo’s temple though knowing that Apollo was craving for her. She refused to concede herself to him, reportedly. So as to seduce her, the amorous God presented Cassandra with the gift of prophecy which the girl enthusiastically accepted and tried to use thereafter. Soon enough, Apollo realized that Cassandra had no real intention to sleep with him. As revenge, the vicious God did not revoke the gift, but put a curse on her so that nobody would believe Cassandra’s predictions any longer. A key (though often overlooked) issue of the story is that Priam’s daughter never renounced foretelling, no matter how frustrated she was by not being believed.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Most of the times the beautiful Cassandra is portrayed as a sad and tragic heroine, cruelly punished by a rancorous God. In fact, disclosing what later proves true adds to one’s posthumous reputation no matter how much they have been mocked when alive. On the other hand, we may also suspect that Cassandra had some minor responsibilities of her own since wooing and accepting gifts is never totally innocent. If Apollo actually behaved just as any arrogant male chauvinist, Cassandra, nonetheless, was flattered by Apollo’s gifts and longing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cassandra’s myth can read as a metaphor for writers and scholars flirting with power. As long as they belong to a divine organization, they profit from the privileged condition of knowing and interpreting the key facts. Moreover, all people speak about what these writers and scholars utter. Writers not only speak the truth, rather they create it.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In this position their egos swell and they might begin thinking that people believe them because they are smart and tell how things truly are and even should be. They might even imagine themselves as principled and incorruptible since they become completely oblivious of their initial flirting. They misperceive that their ability to elaborate important, timely and witty arguments was a deal rather than some generous gift from god. Writers and scholars who flirt with a demanding god may soon be smitten by power. They find freedom of speech irresistible and enjoy it when everybody listens to them preaching.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In a more sophisticated version of the myth, while Cassandra spent a night at the temple, snakes licked her ears clean so that she was able to hear the future. This metaphor is easily interpreted: god’s snakes may allow someone to know what normal people do not, but this does not necessarily imply that they are allowed to spread information. Thus journalists and writers really know what’s going on, they can confidently foretell what will happen because they are the unaware tools of building a future chosen by others. A soon as they foresee a diverse future, they are cursed by the god who claims the right to choose a future which they can keep under control.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;As for Cassandra at Apollo’s temple the time came to choose between purity and stepping in with the god, in the same way writers are requested to choose between freedom of speech and the gratification to be listened to. If they choose the former they won’t be believed anymore; should they choose the latter, they will be requested to simply report god’s voice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;If writers and scholars hadn’t flirted with power, they would have kept pure, but they would have never known the arcane secrets in the citadel of command. Cassandra would have never been awarded prophetical powers if she had not entered the temple and opened to Apollo’s hopes. You can either be pure and silly or corrupted and officially knowledgeable. Tertium non daturm, i.e. the fallacy of the excluded middle. If you are at the same time well informed and pure, you create a serious danger so that god needs to put a curse on you. Cassandra’s tragic story teaches that by just flirting, you might lose both power and innocence, so that the knowledge you have acquired – that you imagine as a formidable weapon to affirm the truth (and your ego) – is transformed instead into a torture you use against yourself lifelong.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Therefore, remember, writer! You are in a trap: flirting with power allows you to know how things really go. If you eventually do not lie with a god, nobody will ever pay attention to you. You can be listened to and believed only as long as you are Apollo’s lover, but you will only be permitted to speak god’s rule. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-7284290184446082816?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/7284290184446082816/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=7284290184446082816' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/7284290184446082816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/7284290184446082816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2009/03/formerly-no-one-was-allowed-to-think.html' title=''/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-7391322023685728760</id><published>2009-03-22T04:53:00.000-07:00</published><updated>2009-03-22T04:54:34.127-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='condono e multe'/><title type='text'></title><content type='html'>Corrado Poli&lt;br /&gt;LE MULTE PER FAR CASSA: UN CONDONO AL CONTRARIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Governo taglia i bilanci degli enti locali. I sindaci si arrangiano come possono. Alcuni sospettano che cerchino di reintegrare le risorse perdute elevando più contravvenzioni o cercando di riscuoterle con tutti i mezzi. Naturalmente le associazioni di cittadini e automobilisti si oppongono. Ribadiscono che occorre agire con la prevenzione e non con la repressione. Che non è etico usare le multe per finanziare il Comune. Hanno ragione. Hanno ragione tanto quanto coloro che criticano i condoni per gli abusi edilizi o per l’evasione fiscale più volte utilizzati dal Governo per fare cassa. L’eccessiva severità nel reprimere le violazioni alle regole del traffico a scopo di finanziamento può essere letto come un condono alla rovescia. Con il condono l’ente pubblico accetta denaro in cambio di maggiore permissività. Con le multe richiede denaro usando il proprio potere in modo repressivo, eccessivo e persino pretestuoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La repressione, incisiva fino alla presunta pretestuosità, è però più accettabile del condono che premia chi ha violato la legge. Un abuso dei condoni indebolisce l’autorità dello Stato e induce verosimilmente a nuove violazioni. Al contrario, le multe repressive portano – sia pure per una via sbagliata e odiosa – a un maggiore rispetto di esse. Tanto più che si tratta semplicemente di obbedire a norme di buona educazione (non parcheggiare, non inquinare) e di sicurezza (rispettare i limiti di velocità, avere il mezzo in condizioni adeguate alla circolazione). Salvo rari casi, il rispetto di qualsiasi norma del traffico non presume veri sacrifici. È vero che può capitare una multa ingiusta (a chi non è successo?). Ma si tratta pur sempre di un obolo, in genere, di modesta entità. A fronte comunque della violazione di una norma, per quanto stupida e imperfettamente rilevata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La somiglianza speculare con il condono riguarda anche gli esiti nel tempo. Se dopo un condono se ne fa un altro e un altro ancora, lo Stato perde in autorità, ma può malevolmente sperare in un introito persino maggiore. Infatti, si può ragionevolmente pensare che i cittadini agiranno con maggiore leggerezza nel rispetto delle norme: ci potrebbe essere un altro condono in cambio di una somma modesta. Invece, la repressione delle violazioni del traffico, se riesce, ottiene l’effetto esattamente opposto. Funziona bene la prima volta. Ma, se funziona bene, la seconda volta ci sarà meno denaro da raccogliere: per evitare le multe, i cittadini saranno diventati più prudenti e rispettosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le multe fiscali locali, entro certi limiti, non dovrebbero urtare più di tanto nemmeno gli integralisti della tolleranza e del rispetto del diritto. Molti hanno assolto lo Stato per i ripetuti condoni. Allo stesso modo, anzi con maggiori argomenti, si possono assolvere gli enti locali se adottano una temporanea severità per far quadrare il bilancio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-7391322023685728760?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/7391322023685728760/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=7391322023685728760' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/7391322023685728760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/7391322023685728760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2009/03/corrado-poli-le-multe-per-far-cassa-un.html' title=''/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-6729712273523620213</id><published>2008-11-14T07:27:00.000-08:00</published><updated>2008-11-14T07:28:07.938-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Corrado Poli&lt;br /&gt;INFRASTRUTTURE O SOLO STRADE?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Veneto mancano le infrastrutture. Siamo in arretrato rispetto ai paesi avanzati e alle altre regioni italiane. A questo gap si sta mettendo rimedio realizzando il Passante di Mestre, l’autostrada Valdastico Sud, nuove strade ovunque, tunnel urbani, tangenziali e una serie infinita di bretelle, sottopassi, allargamenti di carreggiata e via dicendo. Persino qualche ferrovia velocissima che per guadagnare – chissà perché? – qualche minuto, salta utili fermate, così da rendere necessarie nuove strade e parcheggi scambiatori. Nella politica e nei media nessuno, mette in discussione l’utilità di queste opere. Eppure sarebbe possibile una riflessione diversa su quali siano le infrastrutture utili e aggiornate. D’altra parte chiunque passi per la zona in cui è in costruzione il Passante o l’autostrada Valdastico Sud non può che avere un tonfo al cuore nel vedere la devastazione del territorio. Ci si domanda se il Veneto è così povero da doversi sobbarcare il costo di distruggere il territorio per progredire.&lt;br /&gt;Alla sagra del luogo comune, quando si parla di infrastrutture, si hanno in mente solo strade. I costruttori sono i maggiori finanziatori della politica. La finanziano con mezzi quasi sempre leciti, ma non si discute liberamente l’opportunità di queste opere. D’altra parte realizzare un’autostrada in un’area urbana implica concessioni per le cave, espropri, anticipi finanziari e una gran massa di denaro pubblico che non può non dar luogo a una intreccio stretto tra politica e imprese. Il problema non è solo morale: in realtà non ci si rende conto di quale sia il vero gap infrastrutturale. Il ricco Veneto che spreca miliardi per devastare il territorio, è in arretrato, per esempio, nei processi di informatizzazione. Ci si deve ancora recare personalmente negli uffici per fare numerose operazioni in una burocrazia sgangherata. Non parliamo dei servizi. Si istituiscono call-center i cui operatori – per risparmiare sui costi di formazione e di stipendio – non sanno dare informazioni né trattare con i clienti. I siti internet, quando ci sono, talora sono aggiornati al medioevo. D’altra parte la realizzazione delle infrastrutture devastanti non mette in moto nemmeno il volano dell’occupazione. Piuttosto quello dell’immigrazione visto che gli occupati dalle ditte sub appaltatrici sono quasi tutti immigrati.&lt;br /&gt;Non c’è proporzione tra quanto si spende dannosamente in cemento e quanto in altre iniziative molto meno costose, ma più efficaci per il progresso. Le nuove autostrade servono solo a chi le costruisce. Sarebbe più utile invece una più efficiente gestione delle esistenti e politiche che blocchino la crescita della circolazione. Con un sistema di informazione e controllo, l’autostrada potrebbe evitare praticamente tutti gli ingorghi, ma gli amministratori sono troppo impegnati a trovare soldi per nuovi tratti piuttosto che per migliorare l’esistente con tecnologie davvero avanzate, meno costose e che coinvolgerebbero i giovani veneti in un progetto di sviluppo adeguato ai tempi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-6729712273523620213?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/6729712273523620213/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=6729712273523620213' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/6729712273523620213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/6729712273523620213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2008/11/corrado-poli-infrastrutture-o-solo.html' title=''/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2859308238336175273.post-7282476326131225859</id><published>2008-11-11T08:54:00.000-08:00</published><updated>2008-11-11T08:57:44.142-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>AN ENVIRONMENTALIST IDEOLOGY? PLEASE DON'T CHEAT&lt;br /&gt;OP-ED by CORRADO POLI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;With the timing and sensitivity of an experienced journalist, Thomas Friedman picks up a crucial contemporary issue. He claims that Americans do not need to choose between a libertarian or a liberal President, nor between a woman or a man, a white or a black. They need a green President. The best chance America has to play a positive role in the world is by bringing a new environmentalist ideology into domestic and foreign policy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I could not agree more with Friedman’s view. The problem with his proposal is that we cannot buy ideologies at the corner store. Ideologies develop in culture and require time to be cultivated, diffused and broadly accepted. Then we must affirm them by subjecting them to debate in the public arena. We are just at the start of this process. Moreover, we lost time - at least twenty years – due to the unjustified enthusiasm about the sustainable development fallacy. Sustainable development has represented a conservative approach, though it has been marketed and bought as an environmentalist ideology. It was the outcome of a modest compromise following a negotiation at the U.N. Brundtland Commission in 1987. Unfortunately, many activists welcomed it as a brilliant solution to environmental problems. Some of them failed to realize that sustainable development did not question the present economic growth model at all. Other more opportunistic activists took advantage of the considerable money that western governments appropriated to “sustain” mildly green projects. Thus, polluting industries could continue business as usual. The mindless enthusiasm for the sustainability compromise inhibited any intellectual and political progress toward a sound green ideology.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;As early as in 1992, the higher education and public opinion worlds were much more advanced in constructing an environmental ethics fitting for a green platform. Al Gore, campaigning for Vice-Presidency, proposed a Marshall-like environmental plan to help the former Communist countries to develop a more efficient and cleaner economy. This plan was never fully implemented, but Clinton won some votes, thanks to his running mate’s environmentalist commitment. Gore’s proposal was anything but a new radical green ideology, rather it was a reasonable step forward in the direction Friedman suggests.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;We are used to seeing and interpreting political facts through the thick lens of centuries-old ideology that is based on the principles of justice and liberty. There is no doubt that as long as there will be two or three humans on Earth, we will have problems with justice and liberty. However, we have clear paradigms to guide us in dealing these issues. The environmental crisis requires a profoundly new thinking. Environmental ethics and philosophy can help in this venture once environmentalists awake from their hypnotic sleep induced by the sustainable development myth. Friedman likely overlooks the risk that a real environmentalist ideology – though necessary and welcome for the safeguard of the planet – would create even more radical consequences in domestic and international politics.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2859308238336175273-7282476326131225859?l=corradopoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://corradopoli.blogspot.com/feeds/7282476326131225859/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2859308238336175273&amp;postID=7282476326131225859' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/7282476326131225859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2859308238336175273/posts/default/7282476326131225859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://corradopoli.blogspot.com/2008/11/op-ed-corrado-poli-with-timing-and.html' title=''/><author><name>corrado poli (www.corradopoli.net )</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00078483086157882300</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://3.bp.blogspot.com/_X10pitpz6xA/SRm2Vet2rgI/AAAAAAAAAC0/_7Xa5QB90TI/S220/castiglione.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
